Caffè delle Scienze e delle Lettere a Trieste: primo appuntamento del 2016

 

I Caffè delle Scienze, che l’Università degli Studi di Trieste organizza ormai da tredici anni con il supporto del Dipartimento di Scienze della Vita, in collaborazione con l’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica sperimentale (OGS), dal 2016 si aprono anche alle discipline umanistiche, giuridiche, sociali ed economiche grazie alla partecipazione del Dipartimento di Studi Umanistici. L’interdisciplinarità e l’apertura a concetti appartenenti a diversi settori costituiscono valori importanti per l’Ateneo triestino, insediato in una città conosciuta nel mondo non solo per la densità di istituzioni scientifiche, ma anche per i suoi scrittori e per una storia che intreccia servizi economici e assicurativi, traffici portuali e tradizioni multiculturali.
Nascono così i Caffè delle Scienze e delle Lettere, conversazioni informali tra ricercatori e pubblico sugli argomenti scientifici più diversi, che si tengono gratuitamente nei caffè storici della città di Trieste. Al pubblico non sono richieste particolari competenze, ma solo una certa dose di curiosità. L’obiettivo è quello di continuare e rafforzare il dialogo tra l’Università e la cittadinanza, attraverso lo scambio di opinioni e conoscenze sui risultati degli studi e della ricerca.
Giovedì 11 febbraio, a partire dalle 17.30, Elisa Banchi, dottoranda del Dipartimento di Scienze della Vita, esperta di genetica dei licheni, ci parlerà del codice a barre della vita mentre Giorgio Fontolan, docente di Geologia, sempre dell’Università di Trieste, converserà con il pubblico del destino delle spiagge.

Perché è importante riconoscere e classificare gli animali e i vegetali che ci circondano? E come le moderne tecniche di biologia molecolare posso aiutarci in questo scopo? Elisa Banchi ci aiuterà a scoprire come un particolare tratto di DNA possa essere considerato un vero e proprio codice a barre della vita, in grado di indentificare la specie a cui un organismo appartiene. Questo metodo, chiamato DNA barcoding, ha permesso di acquisire importanti conoscenze e ha molteplici applicazioni: le principali riguardano lo studio e la protezione della natura e della nostra salute.

Le spiagge sono entità dinamiche che si trasformano sotto gli occhi dell’uomo: tali trasformazioni spesso confliggono con gli interessi economici o mettono a repentaglio beni e infrastrutture direttamente esposte all’azione erosiva del mare. In questa breve presentazione, Giorgio Fontolan ci illustrerà le azioni e gli interventi che l’uomo ha messo in atto per impedire la scomparsa delle spiagge, intese spesso come beni di fruizione turistica, irrigidendone così il naturale respiro. Oggi la filosofia di intervento per contenere le perdite di arenili prevede paradossalmente che sia il sedimento di spiagge oramai fossili a ridar loro vita.
Profili dei relatori/relatrici:

Elisa Banchi sta svolgendo il Dottorato di Ricerca nel Dipartimento di Scienze della Vita dell’Università degli Studi di Trieste, dove si occupa di genetica dei licheni e dei loro simbionti. Dopo la laurea in Scienze Biologiche presso l’Università di Firenze ha lavorato nel Centro Ricerca e Innovazione della Fondazione Mach (TN) nel settore della genomica agraria.

Giorgio Fontolan è professore associato presso l’Università di Trieste, Dipartimento di Matematica e Geoscienze. Si occupa principalmente di morfodinamica e protezione delle aree costiere (spiagge, lagune, bocche tidali e avandune), di impatto della pesca sui fondali marini e lagunari, di processi sedimentari dei margini continentali e dei mari interni, di inquinamento dei sedimenti costieri e marini.
Ha partecipato a numerosi progetti di ricerca nazionali e internazionali (MIUR Cofin, PRIN, Gruppo Nazionale Difesa Catastrofi Idrogeologiche GNDCI del CNR, Programma Nazionale di Ricerche in Antartide PNRA, National Geographic Society, Progetto FISR Vector, Progetto Bandiera CNR Ritmare).
Ha partecipato ed è stato responsabile scientifico in numerose spedizioni oceanografiche e di rilevamento costiero in Italia, Albania, Dubai (UAE), Argentina, Cile e Antartide.
Ha svolto attività di consulenza internazionale in Tunisia per conto del Ministero degli Affari Esteri italiano e in Albania per le Nazioni Unite (MAP-UNEP).
Ha costituito e coordina il gruppo costiero (Coastal Group) del Dipartimento di afferenza dal 1998.
Autore e coautore di circa 150 tra pubblicazioni scientifiche su riviste internazionali e nazionali, note e comunicazioni a congressi, technical report.

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