Calo demografico in Carnia le conseguenze per le scuole

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La Cisl Alto Friuli ha presentato un’analisi demografica nei 63 comuni della Carnia e gli effetti sul sistema scolastico del territorio.
le nascite. Analizzando le nascite dal 2012 al 2015 nei 63 Comuni del comprensorio Alto Friuli, la media delle nascite nel 2015 è stata di 6,3 ogni 1000 abitanti: in valori assoluti 861 bebè su 136.453 residenti. 78 nati in meno rispetto a quelli registrati a fine 2014 (media di 8,3 ogni mille abitanti, in linea a quella del 2012).
A livello di comuni, la miglior performance in termini percentuali spetta alla piccolissima Ligosullo (2 nati su 116 abitanti), seguita d Sutrio (18 su 1.332) e Arta Terme (21 su 2.171). Podio opposto per Taipana (1 su 636), preceduta al penultimo posto da Rive d’Arcano (5 su 2.444) e Pontebba (3 su 1.433).
In numeri assoluti invece è Gemona a primeggiare con 81 tra fiocchi rosa ed azzurri, seguita da Tolmezzo (77), San Daniele (56) e Buja (50).
le scuole. Correlando le nascite 2015 con i singoli Istituti Comprensivi del territorio di riferimento si evince che: per quanto riguarda l’IC di Ampezzo i “futuri” scolari saranno 49 (-15 rispetto al 2014); l’IC di Buja ne avrà 58 (+12); l’IC di Comeglians 28 (+4); l’IC di Fagagna 55 (-22); l’IC di Gemona 100 (-4); l’IC di Majano 54 (-6); l’IC di Paluzza 45 (+12); l’IC di Paularo 43 (-10); l’IC di San Daniele del Friuli 83 (-16); l’IC di Tarcento 80 (-23); l’IC di Tarvisio 43 (-10); l’IC di Tolmezzo 91 (+4) e l’IC di Trasaghis 62 (-1).
riflessioni. Franco Colautti, segretario generale Cisl Alto Friuli e Maurilio Venuti, referente Cisl Scuola confermano che la situazione è molto difficile, con un calo progressivo di bambini in età scolare che sembra inarrestabile.
Da questa evidenza emerge un minore bisogno futuro di personale Ata (non docente): Il Ministero dell’istruzione per determinare l’organico delle scuole tiene conto del numero di studenti; la presenza di scuole sparse sul territorio e una attività scolastica orientata verso il tempo prolungato che richiedono personale adeguato. La automatica attribuzione di personale Ata mette a rischio la garanzia del servizio scolastico.
«Tutto questo - precisano Coalutti e Venuti - porterà ad una riflessione tra i soggetti interessati, tra cui gli enti locali, Regione in primis. Questi dovranno interrogarsi sul futuro della rete scolastica, visto che la maggior parte delle istituzioni scolastiche della Carnia sono con la reggenza». Necessario, per i due sindacalisti, aprire a breve un tavolo politico con la Regione Fvg, che si faccia parte interessata col governo e il Miur per superare le modalità di attribuzione del personale in base al numero di studenti, dando più peso alle esigenze del territorio. Urge, infine, garantire investimenti adeguati per servizi quali mensa, trasporti e personale scolastico.