Case della Comunità: preoccupazione è che domanda rimanga intatta ma presa in carico resti chimera
“Le Case della Comunità, nel piano della riforma sanitaria, dovrebbero servire a chiudere quel vuoto tra ‘dimesso’ e ‘seguìto’, tra ‘ho un bisogno’ e ‘so dove andare’.
Così in una nota la Consigliera Regionale Serena Pellegrino, Alleanza Verdi e Sinistra, a margine dell’incontro organizzato ieri a Udine dal Coordinamento Salute FVG e Coordinamento udinese per la salute.
“Le Case della Comunità dovrebbero essere pertanto il luogo di prossimità dove si fa una cosa molto concreta: accogliere, orientare, prendere in carico e non ‘aggiungere un servizio’, ma mettere ordine nei percorsi. In FVG abbiamo invece la fattiva percezione che si sta confondendo l’avanzamento amministrativo per operatività, e comunque ad oggi delle trentadue strutture previste solo sei sono attive. Voglio ricordare – prosegue l’esponente Rosso Verde – che una riforma territoriale non si valuta dal fatto che ‘c’è una sede’, ma che quello spazio è in esercizio, con persone dentro e percorsi che funzionano. E allora la domanda non può restare sospesa: ci chiediamo quando saranno davvero operative? con quali servizi? con quali orari? con quali professionisti? dove il ‘chi’ esercita diventa il fulcro della questione e non un dettaglio. Stiamo parlando di assunzioni pubbliche stabili? di concorsi e graduatorie? di mobilità interne? di esternalizzazioni? di cooperative? e soprattutto se una Casa della Comunità nasce come rafforzamento del territorio o invece solo come spostamento di risorse già scarse da un presidio all’altro. E qui tocchiamo un punto che in diverse aree è già una preoccupazione concreta: se per far partire nuove sedi si va a pescare personale da servizi territoriali che stanno già reggendo pezzi importanti — domiciliari, continuità, presìdi di prossimità — il difficile non è ‘attivare una Casa’, ma fare il gioco delle pedine, ovvero spostamenti che coprono alcuni spazi ma lasciando buchi altrove.” E conclude Pellegrino “Se non ci riusciremo, avremo costruito sedi e lasciato intatta la domanda che torna sempre, la sera, davanti a un bisogno reale e di fronte a persone in carne e ossa.”




