Caserma Osoppo “paese per gatti”. L’idea fa imbufalire l’opposizione

Il caso. La Minoranza chiede lumi sul futuro dell'ex sito militare, ma la risposta è una doccia fredda. Vuerli e Tanzi accusano l’Amministrazione di navigare a vista prendendo decisioni unilaterali: «il problema non è la questione animalista, ma l’indifferenza del sindaco alle istanze dei cittadini».

Sic transit gloria mundi.Lo può ben sospirare il centrodestra cittadino in riferimento alle sorti dell’ex caserma Osoppo.
Nella lista delle domande scottanti da fare al sindaco in sede del prossimo consiglio comunale, infatti, svetta proprio il futuro del sito militare abbandonato e, a onor del vero, le cartucce da sparare dagli scranni dell’opposizione sono “cariche” di senso.
Quattro anni fa, infatti, sembrava che Palazzo D’Aronco avesse grandi progetti sull’area, tanto da varare, nel dicembre 2011, un bando per ricevere manifestazione d’interesse da parte di imprenditori, privati e professionisti vogliosi di resuscitare l’Osoppo dalle ceneri. Al tempo, per il miracolo si presentarono ben 25 candidati. Non è dato sapere chi fossero e come intendessero trasformare il sito, vero è che anche i residenti del quartiere si rivolsero all’Amministrazione presentando le loro istanze. Gli udinesi, infatti, temendo l’edificazione dell’ennesimo centro commerciale, consegnarono al sindaco le loro speranze sotto forma di progetti e rendering, con idee di spazi verdi per bambini e zona idillicamente residenziale.
Allora, a far da tramite tra vulgo e Palazzo fu proprio il centrodestra che, da circa tre anni, sta ancora aspettando risposta.
O meglio, la risposta la stavano aspettando, a buon diritto, i cittadini e, come fulmine al ciel sereno, è arrivata stamane in modo forse un po’ prosaico.
Attraverso un articolo di giornale, infatti, si informa che l’ex caserma Osoppo sarà destinata a gattile. Insomma, un ricovero per “Felix”.
Fermo restando che la prospettiva di un asilo per gatti, per quanto nobile causa, in epoca di profughi all’addiaccio, o archivi di stato alle strette e senza magazzini lasci molti elettori perplessi, ciò che fa imbufalire l’opposizione è soprattutto lo «spregio» che il sindaco Honsell dimostra nei confronti dei suoi amministrati.
Ecco che dagli scranni di centro destra si alzano le voci dei consiglieri di FI Vincenzo Tanzi e Maurizio Vuerli:
«Sull’ex caserma Osoppo, - tuonano - Honsell continua a non ascoltare i cittadini residenti nel quartiere e prende decisioni unilaterali. Vedere ancora quello stato di totale abbandono e degrado delle palazzine fatiscenti è un pugno allo stomaco e un offesa al buon senso. Perché il loro potenziale è enorme. Nulla contro le colonie feline - continuano i forzisti - tra le altre cose protette delle leggi, ma sull’ex comprensorio militare siamo passati dalle 25 manifestazioni di interesse privato per la ristrutturazione e riqualificazione, alle idee e proposte fatte dai cittadini durante affollate assemblee pubbliche fino all’ostinato silenzio ora rotto dalla prospettiva del gattile».
E qui ritorna il vecchio tormentone della Minoranza: «L’amministrazione comunale naviga a vista e non fa chiarezza. Eppure il programma di Honsell delle elezioni del 2013 era lapalissiano, prevedendo un impegno concreto per l’ex Osoppo».
«Vogliamo capire che intenzioni ha la Maggioranza - continuano i consiglieri - e cosa vuole veramente realizzare in quella porzione di spazio non indifferente di Udine est. Spazio che, se utilizzato con intelligenza come vorrebbero i cittadini, cambierebbe la qualità della vita udinese: polmone verde, strutture per lo sport rimettendo in gioco anche la viabilità».
Insomma, sulla questione è già stato presentato un question time, non ci resta che attendere il Consiglio del 7 marzo per avere lumi.
Ma per quanto riguarda la legalità dei gattili citata dai consiglieri di centrodestra, è bene chiarire che stando alla Legge Nazionale 281 del 1991, i gatti che vivono in libertà non possono essere rinchiusi. I gattili, infatti, sono autorizzati soltanto in caso di patologie da curare o momentanea sistemazione per felini in transito da zone poco sicure a zone più tranquille.
O, infine, il tempo necessario alla sterilizzazione, per poi essere rimessi in libertà.
Motivo della legge? La vita “on the road” del gatto, è considerata dallo Stato insita alla sua natura e, dunque, imprescindibile. Inoltre, nel 90% dei casi è comprovato che i gatti rinchiusi in una zona limitata sono a breve vittime di epidemie. Se poi il gattile viene utilizzate come il canile, per raccogliere felini abbandonati, l’illegalità sembrerebbe ancor più grave.
Alla fine della fiera, per l’opposizione un nuovo ricovero sanitario per curare i gatti malati è il ben venuto, nelle città non ce ne sono mai abbastanza, «ma siamo proprio sicuri - interrogano i consiglieri - che servano tutti gli 11 mila metri quadri di scoperto e i 20 edifici tra palazzine, garage e tettoie?».

Lucia Burello

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