Caso Regeni: Incontro fra investigatori, timidi passi aventi nelle indagini egiziane

I colloqui tra investigatori italiani ed egiziani sul caso Regeni sarebbero stati proficui e già questa è una buona notizia, sono infatti emersi nuovi elementi sulla morte del ricercatore friulano. L’incontro di oggi a Roma tra le due delegazioni è stato definito “proficuo” perché gli inquirenti egiziani hanno consegnato la relazione, più volte richiesta, sul traffico delle celle telefoniche ( ma non i tabulati che gli inquirenti chiedevano) che coprivano l’area in cui il ricercatore italiano era scomparso lo scorso 25 gennaio. Inoltre si è scoperto, e questa è forse una novità inedita, che la polizia del Cairo aveva ricevuto un esposto su Regeni dal capo del sindacato indipendente dei rivenditori ambulanti. In ogni caso parole distensive sono arrivate dal procuratore generale dell’Egitto, Nabeel Sadek, e da quello di Roma, Giuseppe Pignatone: «Un rinnovato impegno da parte dei due uffici a proseguire nello scambio di atti e informazioni al fine di pervenire all’obiettivo comune e cioè accertare la verità sulla morte di Giulio Regeni». La seconda novità è più “politica” che giudiziaria, il procuratore generale dell’Egitto, Nabeel Sadek, ha espresso la disponibilità ad incontrare a breve i genitori di Giulio Regeni «per manifestare anche a loro l’impegno e la volontà di giungere alla scoperta e alla punizione dei colpevoli di un così grave delitto». Un altro nodo importante dell’indagine è quello sul recupero dei video delle metropolitane: le immagini non sono state ancora acquisite dalla Procura di Roma e rappresenterebbero un altro importante elemento di prova. Sadeek promette la collaborazione degli egiziani anche su questo fronte: «Per quel che concerne l’attività di recupero dei video delle metropolitane vi è il comune impegno a superare gli ostacoli tecnici che sinora hanno impedito di completare l’accertamento al fine di poter acquisire alle indagini anche gli eventuali elementi di prova contenuti nei video del sistema di sorveglianza della metropolitana de Il Cairo». Inoltre il magistrato egiziano, come accennato in apertura, ha riferito che la polizia de Il Cairo ha cominciato a indagare su Regeni dopo un esposto ricevuto il 7 gennaio 2016 dal capo del sindacato indipendente degli ambulanti. Dopo la denuncia, le forze dell’ordine egiziane hanno cominciato ad effettuare alcune verifiche sull’attività del ricercatore. Ma, dichiara il procuratore generale Sadeek, «all’esito delle verifiche, durate tre giorni, non è stata riscontrata alcuna attività di interesse per la sicurezza nazionale e, quindi, sono cessati gli accertamenti».

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