Caso Regeni: nuovi depistaggi, spunta la gang dei sequestratori

La polizia egiziana avrebbe ucciso cinque persone che «molto probabilmente sono coinvolte» nell’omicidio del ricercatore italiano Giulio Regeni. Lo scriveva questa mattina il sito del quotidiano filo-governativo el-Watan, che citava una fonte anonima della sicurezza. La fonte, sempre secondo questa fonte, ha spiegato che i cinque, uccisi in uno scontro a fuoco nel quartiere Heliopolis, facevano parte di un’organizzazione criminale dedita al sequestro di stranieri, per il quale ricorreva al travestimento con abiti da funzionari di polizia.
Se la notizia non fosse stata preceduta da settimane di depistaggi, notizie inventate e ricostruzioni fantasiose da parte degli inquirenti del Cairo, potrebbe sembrare una svolta al Caso di Giulio Regeni, Ma non è così. Queste rivelazioni ad “effetto” sembravano l’uovo di Colombo per le autorità egiziane, ma dopo i primi entusiasmi lanciati forse per sondare il grado di credulità internazionale, dei dubbi sono stati sollevati perfino dall’autorevole quotidiano filo-governativo egiziano Al-Ahram, che pur senza escluderla, frena sull’ipotesi che i criminali uccisi alla periferia ovest del Cairo siano legati all’omicidio Regeni. “Una fonte della sicurezza”, scrive Al-Ahram, “ha smentito informazioni pubblicate da siti web che legano l’omicidio dell’accademico italiano Giulio Regeni alla banda specializzata nel sequestro e rapina di stranieri a New Cairo. La fonte ha dichiarato che gli apparati di sicurezza continuano il loro lavoro per svelare l’omicidio dell’italiano e anche i crimini commessi da questa banda, e se c’è un rapporto tra loro”. Insomma un altro tentativo di trovare una “soluzione” al caso che sta imbarazzando non poco il generale al Sisi. La ricostruzione fatta sul web da alcuni giornali egiziani, El Watan, in testa parlavano questa mattina di cinque componenti di una banda di sequestratori, uccisi al Cairo in uno scontro a fuoco con la polizia, “sarebbero legati all’omicidio” di Regeni chiosava il quotidiano che sperava così di fare un favore alle autorità. I cinque provenivano dal Governatorato di Sharqiyya (delta del Nilo) e da Shubra El-Khema, a nord del Cairo. Poi però è stata diffusa la versione ufficiale dell’avvenimento, diffusa in un comunicato del ministero degli Interni egiziano che riferisce di un’operazione di polizia in cui ” le forze dell’ordine sono riuscite ad individuare nel quartiere Nuovo Cairo una gang che si era specializata nel sequestro di stranieri per derubarli, facendosi passare per poliziotti”. Durante il blitz ci sarebbe stato uno scontro a fuoco con le forze di polizia e tutti i membri della banda sarebbero rimasti uccisi, si legge nel testo, che non fornisce invece alcun dettaglio supplementare né evoca collegamenti col caso Regeni, scaricando di fatto el-Watan il giornale web che aveva diffuso la notizia.

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