Cavarzerani, volano schiaffi. Afghani e Pakistani, separati

Ancora zuffe al centro accoglienza, le due etnie vengono alloggiate in caserme diverse. Per fortuna nessun ferito. Lo scontro dovuto al rancore rimuginato dopo le aggressioni di sabato. Ad accendere la scintilla, la difficile convivenza tra etnie diverse anche parte della stessa nazione.

Gli afghanisono stati spostati alla caserma Friuli, i pakistani sono rimasti alla Cavarzerani.
O forse è il contrario?
Ha poca importanza, almeno per noi occidentali che nel ginepraio di etnie e fedi dei paesi orientali non riusciamo, con tutta la buona volontà, a venirne a capo.
Ad ogni modo, i richiedenti asilo coinvolti nelle risse avvenute sabato e oggi all’interno dell’ex caserma di via Cividale, e appartenenti a queste due nazionalità, in queste ore sono stati divisi per evitare ulteriori scontri e risvolti più drammatici. Insomma, sono stati “presi per le orecchie” e separati di banco, come si fa con gli alunni da sette in condotta.
Sdrammatizziamo, perché sono volati solo schiaffi e non coltelli. Niente mazze o armi da fuoco. E niente feriti, ringraziando il cielo, come ci confermano le forze dell’ordine e il portavoce della Croce Rossa, responsabile dell’accoglienza nelle caserme, Sergio Meinero: «se qualcuno sui giornali scriverà di sangue, mentirà».
Una zuffa, dunque, e Dio solo sa perché, evidentemente scatenata da atavici rancori e odi contemporanei.
E come non aspettarselo?
Afghanistan e Pakistan: due paesi che si odiano grazie alla lenta cessione di un veleno che sgorga dalla loro frontiera, la “Durand Line”, un confine imposto a capriccio ai tempi delle colonie inglesi seguendo una malata geografia, e ispirata da calcoli perversi. E capita che i frutti avvelenati di quelle terre, con tutte le tossine d’occidente di cui si sono nutriti, spargano il male. A Levante come a Ponente.
Insomma, dobbiamo capire che qui non siamo di fronte a nazioni “classiche” come siamo abituati a pensare, caratterizzate da omogeneità interna e condivisione di un’unica identità, fatta di una sola religione e di valori universali. Qui siamo di fronte a stati nati dalla disgregazione degli imperi coloniali, dove i territori sono stati spartiti senza considerare i popoli, bensì gli interessi delle potenze egemoni.
E allora, di cosa ci meravigliamo se all’interno della Cavarzerani, bolliti dal cemento di luglio, in difficoltà esistenziale, e in uno spazio sovraffollato, sono volati schiaffi tra un Pashtun e un Beluci?
Solo all’interno dell’Afghanistan convivono gravemente nove etnie diverse (Pashtun, Tagiki, Hazara, Uzbeki, Kirghizi, Turkmeni, Baluci), in Pakistan quattro (Panjabi, Pashtana, Sindi e Beluci). Se poi le metti tutte assieme...
Ben venga, allora, la prudenza delle forze dell’ordine con l’idea di separare gli ospiti a seconda della nazionalità; perché un conto è una rissa tra due persone, un altro è un coinvolgimento di centinaia di uomini. E così, durante tutta la mattinata di oggi, lungo via Cividale c’è stato un gran via vai di ambulanze della Croce Rossa che, scortate da polizia, carabinieri e polizia locale, hanno provveduto ai dovuti “traslochi”.

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