Cave: Santoro, a Remanzacco “via libera” dalla Regione all’estrazione di ghiaia senza ascoltare cittadini

“Nel libro che l’assessore Scoccimarro sta per distribuire alle scuole dovrebbe esserci anche la storia della cava di Remanzacco, per spiegare ai nostri giovani come non si dovrebbero fare le cose, se si vuole difendere l’ambiente e la qualità della vita. Mentre un Governo di larga maggioranza enfatizza l’importanza della transizione ecologica, qui si punta ancora sulla produzione di ghiaia. La decisione della Giunta Fedriga di permettere l’estrazione di quasi un milione di metri cubi di ghiaia per otto anni dalla cava San Martino a Remanzacco (Udine) è infatti un esempio di come le decisioni sono state prese senza coinvolgere né ascoltare i cittadini. Eppure lo stesso assessore Scoccimarro nel 2018 garantiva che non c’era ‘nessun via libera alla cava di ghiaia’ e che avrebbe ascoltato comitati e cittadini: parole al vento. Intanto il Piano regionale delle attività estrattive, a tre anni dall’insediamento della Giunta di centrodestra, è ancora fermo ai contributi delle categorie”. Lo afferma la consigliera regionale Mariagrazia Santoro (Pd), dopo che è stata approvata dalla Giunta Fedriga la delibera n. 293/2021 che autorizza “alla coltivazione e al riassetto ambientale della cava di ghiaia denominata “S. Martino” sita in Comune di Remanzacco (UD)”

“Grazie al lavoro dell’assessore Vito – ricorda Santoro - noi eravamo pronti ad adottare il documento poco prima che finisse la legislatura. Ma dal Ministero dell’Ambiente le osservazioni sono arrivate troppo tardi e quindi abbiamo passato la mano alla nuova Giunta. Un senso dell’opportunità che è mancato avrebbe consigliato di evitare di dare nuove concessioni prima che il nuovo Prae fosse in vigore”.