Cementificazione di argini e rogge nella pianura friulana: necessaria chiarezza e interventi di salvaguardia
“Siamo molto preoccupati per gli imponenti lavori avviati dal Consorzio Ledra – Tagliamento sulle rogge e sui canali nei Comuni di Udine, Pavia di Udine, Pradamano, Santa Maria la Longa e Bicinicco. I lavori hanno visto l’utilizzo di mezzi pesanti che hanno disboscato, a volte radicalmente, gli argini delle rogge, tagliando massicciamente alberi e arbusti. Queste opere, che di fatto modificano la morfologia dell’ambiente, possono costituire, a nostro avviso, un grave pericolo di annegamento soprattutto per la fauna selvatica, anche in considerazione della prossimità al fiume Torre e del fatto che molti animali, soprattutto nelle ore notturne, si muovono nella pianura.
Il pericolo si estende tuttavia anche alle persone, poiché spesso questi canali corrono lungo tratti stradali e possono rappresentare un rischio soprattutto per chi non ne conosce il tracciato. In assenza di adeguate barriere di protezione, in precedenza garantite dalla presenza di alberi e arbusti che ne delimitavano visivamente il percorso, la cementificazione renderà inoltre impossibile la risalita, anche considerando che alcune rogge presentano profondità significative. Come Open Sinistra FVG, intendiamo presentare un’interrogazione per cercare di “arginare” quest’operazione troppo radicale sugli argini.” Così si è espresso Furio Honsell, Consigliere regionale di Open Sinistra FVG.
In aggiunta alla denuncia del consigliere Honsell va detto che tutto sembra essere fatto nell’assoluta indifferenza delle amministrazioni comunali che non si tanno accorgendo neppure che in alcuni punti i canali vengono allargati a discapito della strade anche comunali rendendo la viabilità pericolosa anche in considerazione che questi percorsi sono spesso utilizzati anche persone in bicicletta bambini e ragazzi compresi. Non essendoci alcuna delimitazione ed essendo i canali a raso rispetto alle strade il pericolo e reale. Pare non siano previste opere di recinzione o di semplice delimitazione dei canali, speriamo che non ci si limiti a collocare, come fatto già in passato in alcuni punti critici, patetici cartelli di “pericolo annegamento”.




