“Centro stupro” esposti in Procura e lettera al Prefetto. Ipotesi di reato reato istigazione a delinquere e uso via social di espressioni tendenti a istigazione a violenza sessuale  e odio razziale

L’Associazione ZeroSuTre che ha come scopo quello di prestare assistenza alle donne vittime di maltrattamento e violenza ha depositato in data odierna atto di denuncia querela contro ignoti per il reato di istigazione a delinquere  per i fatti avvenuti in S. Daniele del Friuli e a Lignano Sabbiadoro ad opera di giovani maggiorenni, aventi a oggetto l’utilizzo di magliette con la scritta “centro stupro” e l’uso via social di espressioni tendenti a istigare alla violenza sessuale  e all’odio razziale. Secondo l’Associazione il deposito della denuncia rientra tra gli atti doverosi da parte di chi da anni, tramite il proprio operato, ha avuto modo di verificare quanto il fenomeno della violenza contro le donne e dell’uso del linguaggio d’odio attraverso i social, sia drammaticamente attuale, e di come le storie delle donne vittime siano a dir poco sconvolgenti, più che mai nell’ambito di una società civile, il cui futuro è affidato alle nuove generazioni. Spetterà alla competente Autorità Giudiziaria, che già si è attivata, svolgere gli opportuni accertamenti e le necessarie valutazioni giuridiche, quel che è certo è che non si possono derubricare a bravate o sottovalutare nella loro gravità fatti commessi da ragazzi maggiorenni che paiono, allo stato delle conoscenze,  essere portatori di culture e ideologie fondate sul disprezzo delle donne e sulla discriminazione razziale, sino a giungere a esaltare lo stupro e i forni crematori. Si rende dunque necessario un approfondito percorso giudiziale affinchè sia chiarita la natura anche giuridica di tali comportamenti, non potendosi anteporre scorciatoie di alcun tipo a tale approfondimento. Anche la Commissione regionale pari opportunità, per il tramite della Presidente Dusolina Marcolin, ci fa sapere che, nell'esprimere ancora una volta sentimenti di condanna per quanto accaduto, condivide l'azione intrapresa da ZeroSuTre, associazione che quotidianamente affronta tematiche legate alla violenza in tutti i suoi aspetti e auspica opportuni provvedimenti. Un secondo esposto alla Procura della repubblica accompagnato anche da una lettera al Prefetto di Udine sul medesimo argomento è stato trasmesso sempre questa mattina dalle Donne del Partito Democratico del Friuli Venezia Giulia. Si chiede in sostanza che le istituzioni preposte facciano piena luce sulla responsabilità dei singoli, sul contesto in cui sono maturati gli episodi e, in generale, sui pericoli per la sicurezza pubblica.
“Preoccupa in particolare, si legge nella nota stampa, la premeditata organizzazione dei fatti, coerente con una visione della realtà comune a tutti protagonisti. Ogni singola maglietta, riportante la scritta “Centro Stupri”, è stata personalizzata con un nome che identificativo della persona del gruppo, quasi fosse la divisa di un club elitario. Poi la prenotazione dell’intera serata, oltre che la coerenza delle risposte rese, attraverso i social media, dagli uomini coinvolti, sono tutti aspetti che consentono di sospettare ci sia stata una vera e propria pianificazione. Preoccupa poi che questi recenti fatti siano stati preceduti da altri episodi di antisemitismo e odio razziale, i quali hanno avuto sempre come centro geografico proprio la zona di San Daniele e della ex Provincia di Udine. In particolare: a febbraio 2020 è comparso il graffito di una svastica nazista sul muro della casa di una donna che, nel 1944, è stata deportata ad Auschwitz, il 30 gennaio 2020, vengono recapitate a consiglieri comunali di minoranza, lettere antisemite con la scritta: "Dopo 75 anni l'ebreo è sempre ebreo" e, nello stesso periodo, si trovano sputi sulla vetrina della libreria Gaspari nella quale erano esposti volumi relativi alla Shoah".