Centrodestra ancora nella bufera e il Pd ne approfitta e cerca il dialogo con Cecotti

Mentre il Friuli è con il cuore in sospeso, si fa per dire ovviamente, per capire se la giornata della collera leghista avrà un effetto sul proprio segretario nazionale convincendolo a mandare alle ortiche la candidatura di Renzo Tondo, la situazione crea un certo vantaggio alle altre forze in lizza. Non tanto a movimento 5 stelle che in Friuli sembra mediaticamente non esistere, e non per colpa della stampa  dato che nessun comunicato viene trasmesso puntando evidentemente solo al traino nazionale del "marchio". Così è soprattutto il PD  ad andare lancia in resta.  Così il segretario regionale dei democratici Salvatore  Spitaleri attacca parlando di centrodestra chino davanti a Roma, tanto spiega che l'autonomia regionale del Fvg è  rischio.  “Quando si ha davvero a cuore la Specialità  è necessario unire le forze con chi la difende e la valorizza. Un centrodestra che si inchina a Roma non mi pare sia tra questi”. Lo afferma  Spitaleri, che ha chiesto un incontro formale a Sergio Cecotti, leader di Patto per l’Autonomia, in vista delle elezioni di aprile. Secondo Spitaleri “il centrodestra ha dato prova in modo lampante di essere in balia della volontà e dei disegni romani: come potrebbe avere autorevolezza e testa alta nelle trattative con il Governo centrale su risorse e competenze? Con le condizioni di debolezza e sudditanza palesate in questi giorni – continua – il centrodestra ha dimostrato di non poter avere peso e credibilità necessari a tutelare gli interessi della nostra regione e dei suoi cittadini”. “La vera sfida - osserva Spitaleri – è unire le forze per difendere la Specialità, non permettendo che finisca nelle mani di quanti potrebbero maneggiarla con timidezza per non urtare le sensibilità romane. Per questo mi rivolgo a tutti coloro che hanno fatto della battaglia in difesa dell’autonomia regionale una priorità, invitando a una riflessione che provi a superare le distanze su singoli temi e che guardi invece a una sfida cruciale nella sua complessità e interezza”. Una apertura nei confronti degli "autonomisti" che dipende anche dal fatto che con le vicende accadute a sinistra prende corpo l'ipotesi che  molti elettori di LeU possano convogliare il proprio voto alle regionali proprio su Cecotti che almeno è portatore di valori, magari non tutti condivisibili, ma almeno espressi con chiarezza e non su Open Fvg che più che una forza di sinistra sembra avere come collante solo la corsa ad una rappresentanza in Consiglio regionale che sarebbe certamente succuba alle scelte del PD. A quel punto meglio votare l'originale  o, pensano ormai in molti nell'area di sinistra, su movimento capeggiato da Cecotti che ha almeno degli obiettivi autonomi.