Ceta, non certo benefici commerciali, ma danni alle produzioni FVG e pesanti ricadute sui Diritti. Non ci sono numeri allegri …

I dati commerciali diffusi dall'Europa (Eurostat) nel luglio 2018, riguardanti l'export italiano verso il Canada, ad un anno dalla provvisoria entrata in vigore del CETA (Trattato UE - Canada), per la parte riguardante dazi e tariffe, sono stati commentati in modo entusiasta in questi giorni da Confagricoltura Fvg.    I suddetti dati vanno commentati con attenzione e soprattutto vanno integrati con i dati di luglio della Coldiretti Fvg, valori che presentano invece una situazione allarmistica dell'export per la nostra Regione. 

Riguardo i dati EUROSTAT (Export Italy Canada), se osserviamo il dato in valore per mensilità in milioni di euro, emerge una lettura leggermente diversa.

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Come si può vedere, infatti, stando ai dati ufficiali, l’export italiano in Canada è aumentato tra 2016 e 2018 del 7,5%, ma ciò è successo in gran parte IN ASSENZA DI CETA, visto che il Trattato è entrato in vigore solo a settembre 2017 e le migliori performance sono state registrate a marzo, giugno e luglio, con flessioni a settembre rispetto ai mesi precedenti, un recupero a ottobre e una nuova flessione a novembre e dicembre 2017. Per quanto riguarda l’anno in corso, il 2018, rispetto ai primi 5 mesi del 2017, l’aumento dell’export  è  dell’1,5% e segue le stagionalità e le flessioni osservate nell’anno precedente, quindi senza poter neanche attribuire al CETA alcun effetto di stabilizzazione. Qualche settore avrà guadagnato dall’entrata in vigore del trattato: non certo l'agricoltura FVG. Le valutazioni di Coldiretti, per voce dell'allora Presidente Dario Ermacora, sono decisamente drammatiche: Ceta si rivela “un provvedimento devastante per l’agricoltura italiana”, non certo una consolazione o un bene per l'agricoltura, come afferma Confagricoltura. Riassumiamo in breve: brusca inversione di tendenza nel settore vinicolo: nel primo quadrimestre 2018 le bottiglie di vino made in Italy esportate in Canada sono calate del 4% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (che aveva segnato un +15%);  non si prevede protezione dalle imitazioni (i prodotti dell'italian sounding), ornati da accattivanti immagini italiane però prodotti falsi al 100%,  non si prevede nessun limite per i wine kit prodotti in Canada,  «un’intesa penalizzante per il Friuli Venezia Giulia pure sulle Dop San Daniele e Montasio, - parole di Ermacora- visto che nel primo caso l’inserimento del prodotto tra quelli tutelati ha legalizzato il nome San Daniele anche per un salume prodotto in Canada, che può tranquillamente essere esportato anche in Europa, mentre il Montasio, unica nostra Dop nel formaggio, non essendo inserito nel Ceta, non riceverà alcuna tutela».  E Coldiretti nazionale ci conforta nel nostro presunto allarmismo: le esportazioni di Parmigiano Reggiano e di Grana Padano in Canada sono crollate del 10% in valore e del 6% in quantità nel primo trimestre del 2018 rispetto al primo trimestre 2017 (dati ISTAT); ciliegina finale, anche le esportazioni dall’Italia dell’intera categoria formaggi e latticini -2% sempre nel primo trimestre. E quali rischi corriamo per la deregolamentazione dei nostri DIRITTI? I trattati come il Ceta portano attacchi pesanti a settori chiave della nostra società:  antibiotici e ormoni usati negli allevamenti, uso di sementi OGM e di glifosato nella coltivazione del grano duro, mancato riconoscimento dei sindacati (non sono stati adottati dal Governo canadese tutti gli otto fondamentali protocolli dell'OIL, Organizzazione mondiale del Lavoro), mancata tutela dei consumatori con la voluta assenza del principio di precauzione, mancanza di etichette con la tracciabilità dei prodotti previste in Europa, vengono in pratica fatte a pezzi le tutele dei cittadini europei … e noi saremmo allarmisti? Non si può neppure tralasciare, ancora, che gli Accordi di libero commercio come il CETA (accordo tra UE e Canada), non si giocano solo su dazi e tariffe ma incidono anche sulle leggi, le procedure e gli standard che proteggono la nostra salute, l'ambiente e il lavoro. A questo proposito i Trattati di libero commercio prevedono nel testo anche l'istituzione dei Tribunali speciali, una sorta di giustizia parallela, uno strumento nelle mani delle grandi imprese con sede legale in Canada, pronte a portare in giudizio gli Stati che mantengono attivo per i cittadini un insieme di regole, di tutele considerate come ostacoli al libero commercio da parte delle lobby. Per tutto questo chiediamo che il Parlamento italiano non ratifichi il Ceta, un accordo che compromette l'architettura normativa europea ed espone i cittadini e i consumatori a rischi che non si debbono assolutamente accettare. Ma Confagricoltura da che parte sta?

Emilia Accomando  stopttipud@gmail.com

 

 (Leggi il comunicato di Confagricoltura Fvg).

 

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