Codroipo e Camino insieme un referendum di speranze

Domenica importante per i cittadini di Codroipo e di Camino al Tagliamento, che verranno chiamati ad esprimere il loro giudizio sul referendum per la fusione. Il dato più curioso riguarda la dimensione dei due enti: mentre Codroipo è il comune più grande del Medio Friuli, Camino rappresenta quello più piccolo.
Se la fusione andasse in porto, la popolazione complessiva supererebbe abbondantemente i 15 mila abitanti (oltre quota 17 mila, in realtà), condizione di per se sufficiente ad accedere ai contributi regionali previsti per i comuni di grandi dimensioni pari a 500 mila euro per tre anni e di 250 mila euro all’anno per i due anni successivi. La martellante campagna mediatica punta molto su questi benefici economici e sulle riduzioni derivanti dai costi della politica, a fronte di maggiori servizi per la collettività.
In realtà il referendum di domenica è consultivo, risulta obbligatorio ma non determinante, per l’iter di accorpamento.
Pur essendo fortemente voluto dai due sindaci (Marchetti e Locatelli), l’esito della consultazione non risulta giuridicamente vincolante per il legislatore. Inoltre, essendo un referendum solo consultivo, non è previsto alcun quorum minimo di partecipazione, per cui sarà valido comunque.
A meno di un ripensamento dell’ultimo momento, il sentimento dominante risulta essere di gran lunga a favore dell’accorpamento. Tra le diverse motivazioni a sostegno della fusione, i vantaggi fiscali, la possibilità di accedere a finanziamenti e, soprattutto, di potersi svincolare dal patto di stabilità. Sono molti, comunque, i cittadini che sperano che questa fusione rappresenti soltanto il primo passo verso un’unificazione più grande che comprenda anche gli altri comuni del territorio.