Coldiretti Fvg, agricoltura friulana più forte con il progetto Consorzi Agrari

Il nuovo progetto dei Consorzi Agrari rappresenta un’opportunità per tutte le imprese agricole friulane per recitare un ruolo da protagoniste su un mercato globale che oggi è pericolosamente sbilanciato verso realtà sovranazionali che continuano a prosperare sfruttando la frammentazione e i deficit strutturali del nostro sistema produttivo. È quanto emerso nel corso dell’incontro organizzato dalla Coldiretti Friuli Venezia Giulia a Udine con i propri associati per discutere il Progetto Consorzi Agrari: la piattaforma per la protezione, lo sviluppo e il futuro delle aziende agricole, alla presenza del presidente nazionale della Coldiretti Ettore Prandini, del segretario generale Vincenzo Gesmundo e del delegato regionale del Fvg Giovanni Benedetti.

«Abbiamo voluto mettere a disposizione dei nostri soci tutte le informazioni necessarie perché possano decidere in piena autonomia nell’interesse delle imprese e dell’agricoltura regionale», ha spiegato Benedetti nel sottolineare che «l’obiettivo della Coldiretti è agire in totale trasparenza promuovendo un processo decisionale che offra le più ampie garanzie di condivisione».

L’idea è quella di creare un grande polo economico e infrastrutturale, capace di rendere più forti e solide le realtà sul territorio facilitando l’accesso ai mezzi tecnici e produttivi, dalle sementi agli agrofarmaci, che sono oggi saldamente nelle mani di un cartello di multinazionale che impongono prezzi in condizioni quasi di monopolio. Un impegno per creare economie di scala e cogliere tutte le opportunità che vengono dall’innovazione con l’agricoltura 4.0 e l’utilizzo dei big data per tagliare i costi di produzione delle imprese ed aumentarne la competitività. Per questo è stato scelto un alleato in Bonifiche Ferraresi, la più grande azienda agricola d’Italia e soprattutto un grande hub per l’innovazione, dal seme al cibo di qualità, ai servizi per l’agricoltura di precisione, dalle agroenergie alla sostenibilità ambientale.

L’obiettivo del progetto è mantenere radici solide sul territorio con la forza e la dimensione necessaria per difendere gli interessi delle imprese agricole sul mercato globale anche realizzando un piano di potenziamento produttivo e di stoccaggio per le principali commodities, dal grano al mais fino all’atteso piano per sviluppare la produzione di proteine vegetali per l’alimentazione degli animali in allevamento, per recuperare competitività rispetto ai concorrenti stranieri.

«L’emergenza globale provocata dal coronavirus ha fatto emergere una consapevolezza diffusa sul valore strategico rappresentato dal cibo», ha affermato il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel sottolineare che «l’Italia può contare su una risorsa da primato, ma deve investire nel futuro per superare le fragilità presenti, difendere la sovranità alimentare e ridurre la dipendenza dall’estero per l’approvvigionamento, in un momento di grandi tensioni internazionali».