Colpo di coda di Obama: Si gioca Israele all’Onu

 

Colpo di coda di Barack Obama all’Onu a meno di un mese dal 20 gennaio, giorno in cui cederà la Casa Bianca a Donald Trump. E così si è giocato Israele, l’unico fedele alleato degli Usa in Medio Oriente.
La coriacea Premier ebrea Golda Meir e l’invincibile generale guercio Moshe Dayan si rivolterano di certo nella tomba. Schiaffo duplice al Palazzo di Vetro per Gerusalemme. Per la prima volta in 68 anni passa infatti al Consiglio di sicurezza la condanna per le colonie ebraiche in Cisgiordania dove da anni vivono 600 mila ebrei e, sempre per la prima volta dal 1948, la svolta si è avuta per l’astensione degli Stati Uniti che si erano sempre opposti ponendo 40 volte il veto. Washington è infatti uno dei 5 membri permanenti che hanno tale potere.
L’alleanza Usa-Israele non era mai stata messa prima in discussione da quando, nel 1948, l’Onu sancì la nascita dello Stato ebraico e di quello palestinese (che però non è mai nato nonostante gli sforzi di Arafat e di Abu Mazen). Le recenti elezioni americane non soltanto hanno spaccato il Paese, ma anche la comunità ebraica che vi risiede.
La parte più conservatrice continua ad appoggiare senza riserve la linea del Premier Benjamin Netanyahu che nega vi siano le condizioni per trattare con i palestinesi.Trump sta con loro anche perché il genero Jared Kushner fa parte di questo gruppo e anche molti finanzieri di Wall Street.
Aveva invece sostenuto la campagna elettorale di Hillary Clinton lo schieramento ebraico favorevole al dialogo. Tra loro anche George Soros.
L’astiosa contrapposizione tra le due ‘lobbies’ ha da mesi spazzato via il paziente approccio diplomatico precedente e l’astensione-schiaffo Usa all’Onu per le colonie in Cisgiordania ne è stata la più clamorosa delle conferme.
Ma adesso, dopo la lunga serie di veti opposti in passato alla risoluzione (votata dagli altri 14 membri del Consiglio di sicurezza, Russia compresa) ecco il voltafaccia di Barack Obama Scontata la durissima reazione di Netanyahu (“La risoluzione dell’Onu per noi è cara straccia”. Ma, dopo il 20 gennaio e l’arrivo di Trump, tutto potrebbe tornare come prima nei rapporti tra i due Stati.

 

AUGUSTO DELL’ANGELO
Augusto.dell@alice.it