Comefri, firmato l’accordo sul premio per 160 lavoratori: segnale concreto in attesa del contratto nazionale
È stato firmato ieri l’accordo per il premio di produzione relativo alla Comefri, azienda leader nella produzione di ventilatori industriali con sede a Magnano in Riviera.
L’intesa è stata sottoscritta al termine di un confronto costruttivo tra le RSU aziendali — Luca
Bassi, Gianni Copetti e Loris Sbaizero — e i rappresentanti territoriali della FIM CISL Friuli Venezia
Giulia, Fabiano Venuti, e della FIOM CGIL di Udine, Fabio Beuzer, dopo la consultazione dei
lavoratori nelle assemblee tenutesi la scorsa settimana all’interno dello stabilimento.
L’accordo prevede, al raggiungimento pieno degli obiettivi concordati in materia di produttività,
presenza e redditività aziendale, un premio complessivo di 160.000 euro, da distribuire tra 160
lavoratrici e lavoratori, tra operai e impiegati. Sarà inoltre possibile per il personale convertire in
tutto o in parte il premio in welfare aziendale, usufruendo delle agevolazioni fiscali previste dalla
normativa vigente.
«Si tratta di un’intesa importante – dichiarano congiuntamente i sindacalisti Fabiano Venuti (FIM
CISL) e Fabio Beuzer (FIOM CGIL) – che riconosce il valore del lavoro svolto dalle maestranze e
consolida un modello di relazioni industriali costruttive, capace di coniugare competitività
aziendale e giusta redistribuzione dei risultati. Questo accordo dimostra, ancora una volta, quanto
sia centrale la contrattazione di secondo livello per valorizzare il contributo quotidiano delle
lavoratrici e dei lavoratori nei luoghi di lavoro.»
«Al tempo stesso – proseguono Venuti e Beuzer – non possiamo dimenticare che resta ancora
aperta e irrisolta la vertenza per il rinnovo del contratto nazionale dei metalmeccanici, dopo
oltre un anno di trattativa e 40 ore di sciopero proclamate unitariamente da FIM, FIOM e UILM.
Accordi come quello siglato oggi rappresentano un segnale positivo, ma il contratto nazionale è lo
strumento che garantisce diritti, tutele e aumenti salariali certi a milioni di lavoratori in tutto il
Paese. È tempo che Federmeccanica dia risposte serie alle richieste avanzate dal sindacato.»




