Comitati gemonesi alla carica per ripristinare il loro ospedale: “Fedriga dai lo stop all’iniqua riforma sanitaria”

Un appello pressante al Presidente della giunta regionale Massiliano Fedriga arriva dai Comitati gemonesi a difesa dell'ospedale San Michele per bocca, o meglio per mail firmata a nome dei suddetti “comitati” da Claudio Polano che si rivolge direttamente al Governatore e non all'assessore alla salute Riccardo Riccardi al quale si chiede solo di essere “auditi” nell'evidente dubbio di cadere dalla padella nella brace.
“Il Governo regionale presieduto dal Presidente Fedriga, con specifica delibera giuntale, imponga ufficialmente lo stop della iniqua riforma sanitaria Serracchiani-Telesca e non riconfermi nessuno dell’attuale dirigenza sanitaria che in qualche modo la possa rappresentare e proseguire nella sua applicazione!” Si apre così il comunicato dei Comitati gemonesi a difesa del San Michele che, rilevando come la predetta riforma venga portata avanti indisturbatamente dalla Azienda sanitaria n.3 a Gemona, non venga riconfermato alla scadenza del suo mandato il suo Direttore Generale Pier Paolo Benetollo. I comitati chiedono ufficialmente le sue dimissioni e quelle dei suoi stretti collaboratori, che tranquillamente continuano nella riconversione dell’unico Ospedale antisismico della Regione, in poliambulatorio/cronicario, con scelte assolutamente incomprensibili ed anti-economiche, creando moltissimi disagi all’utenza specialmente anziana. “Questo anche per il fatto che la nuova Azienda sanitaria n.3, da alcuni anni, ha visto un deficit milionario nel proprio bilancio! Dovranno essere fermate inoltre le dismissioni di alcuni importanti funzioni, come la somministrazione della chemioterapia, che ormai si effettua nell’Alto Friuli solo a Tolmezzo creando forti disagi nei pazienti oncologici del Gemonese. Inoltre non si dimentichi che il Pronto Soccorso di Gemona, con relativa ADE è stato declassato con “dati dichiaratamente falsi” in Punto di Primo Intervento sugli accessi, usati nelle scelte di politica sanitaria regionale dall’ex Direttore dott. Adriano Marcolongo (ora direttore dell’ASUITS di Trieste). Questa squalificazione “tecnica” portata avanti con l’avallo della ex Giunta regionale Serracchiani, secondo i comitati, aveva il preciso obiettivo di togliere “artificiosamente” la qualifica di “Ospedale” al loro nosocomio, al fine di privarlo ingiustamente di importanti finanziamenti per la sanità locale, destinandoli altrove, impoverendo sanitariamente un vasto territorio”. I Comitati, prosegue la nota, prendono poi atto che in questi giorni la Corte dei Conti ha demolito “tecnicamente e dettagliatamente” sia sotto un profilo organizzativo che economico la riforma Serracchiani-Telesca, evidenziandone le numerose criticità in un dossier di ben 140 pagine, molte delle quali gia’ segnalate in passato dai comitati, da cittadini e professionisti, anche sulla stampa locale e nazionale!” “Evidentemente, chiosano nella nota, anche gli esposti dei comitati gemonesi hanno sortito un risultato, in particolare nel settore urgenze/emergenze. Ora che il vento è cambiato, i cittadini di questa parte della Regione continueranno incessantemente la loro “lotta di civiltà” per il rilancio del proprio Ospedale San Michele. Ciò per far fronte alle necessità sanitarie della propria comunità fortemente “provata” dalla precedente politica regionale. Per questo abbiamo chiesto un incontro urgente con l’Amministrazione comunale per concordare, con spirito di leale e proficua collaborazione, una comune strategia alla luce di ciò che stanno già facendo a Gorizia, Monfalcone e Latisana. Così come chiederemo di essere auditi dall’Assessore alla Sanità Riccardi. Siamo però preoccupati che la prossima progettazione della “nuova Riforma sanitaria” del CentroDestra, secondo voci di corridoio, possa essere affidata a un ristretto gruppo di lavoro che in qualche modo richiami in “vita” la ormai defunta e ampiamente contestata riforma “Fasola”. Non si chiedono miracoli o regali da nessuno. Si pretende, come sempre, che venga garantito il legittimo diritto di avere un’Ospedale, degno di questo nome, ripristinando cosi’ la “giustizia sociale” che in questi anni di governo “democratico” Serracchiani è venuta fortemente a mancare. Se nel nostro caso, non ci saranno precisi segnali di inversione dell’attuale situazione, evidentemente non faremo mancare la nostra voce contraria a riguardo, in tutte le sedi e in tutti i modi democratici. La politica regionale ha promesso che ascolterà i cittadini e i professionisti. Come sempre il “tempo sarà galantuomo ma anche Giudice”! 

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