Comitato di Porpetto (Ud) “No Polo Logistico – Difendiamo il territorio”. Presidio mercoledì a Trieste
Il comitato “No Polo Logistico – Difendiamo il territorio” insieme ad una delegazione di cittadini di Porpetto sarà presente mercoledì 11 febbraio alle 9.30 fuori dal Palazzo del Consiglio Regionale, in via Oberdan 6 a Trieste, per un presidio contro l’articolo 3 del DDL71 sulla disciplina urbanistica degli insediamenti logistici nel territorio regionale. Nel complesso, la proposta di legge vuole pianificare le aree destinate allo sviluppo logistico, nel rispetto della sostenibilità ambientale e comunitaria, favorendo in primis la riqualificazione edilizia di aree dismesse e limitando il consumo di suolo. Nello specifico, invece, in contrapposizione ai principi formulati nella premessa, spunta una deroga sui terreni agricoli vicini ai caselli autostradali in cui sia presente un impianto a idrogeno, condizione peculiare di Porpetto, per cui questa deroga sembra scritta “su misura”.
È passato poco più di un anno da quando i cittadini della Bassa Friulana hanno scoperto e bloccato un progetto presentato in Comune per la realizzazione di un mega capannone da 150.000 mq, alto fino a 20 metri, su un terreno agricolo di 30 ettari, tra la zona residenziale di via Marconi e la nuova variante SP80. Il progetto e il committente sono rimasti segreti per diversi mesi, anche dopo l’accesso agli atti. Per contrastare una concessione edilizia quasi ormai scontata, è stato istituito un comitato che ha avviato una vasta campagna informativa e una petizione. La petizione, richiamando gli articoli 9, 32 e 41 della Costituzione italiana, chiedeva che l’area restasse nell’attuale destinazione agricola e che non venissero promossi insediamenti logistici contigui alla zona residenziale preesistente e agli impianti sportivi del Comune. Sono state raccolte circa 3000 firme, depositate a maggio dello scorso anno in Regione, che attendono una risposta. Tale risposta, implicita, sembra essersi materializzata nell’articolo 3 lettera B del DDL71, pubblicato il 14 gennaio 2026, in attesa dell’urgente e imminente votazione in Regione. All’audit, oltre ai membri della 4° Commissione, saranno presenti i rappresentanti del settore trasporti e logistica, delle Camere di Commercio, Confindustria e Artigianato, dei consigli di amministrazione degli interporti. A decidere del destino delle comunità locali della Bassa Friulana, che già subiscono gli impatti legati al traffico pesante, saranno, quindi, imprenditori e manager preparati a discutere di strategie logistiche e di business. Verrà ascoltato un rappresentante del Comitato “No Polo Logistico” per portare, invece, l’attenzione dei presenti sulle peculiarità ambientali della zona di risorgiva e sulla situazione sanitaria del territorio già impattato fortemente dal traffico autostradale. Porpetto risulta essere tra i primi posti per mortalità oncologica nell’indagine relativa ai dati raccolti dall’ARPA-FVG su 25 Comuni della Bassa Friulana tra il 2015 e il 2019.
Questi poli logistici, oltre ad essere di dimensioni fuori contesto rispetto ai paesi in cui sorgono, portano con sé il traffico quotidiano di centinaia di TIR, con il loro carico inquinante. Se invece di sorgere in zone dedicate, come interporti o aree industriali/commerciali, vengono costruiti a poche centinaia di metri dalle abitazioni, porteranno enormi disagi e potenziali pericoli per i cittadini. Le preoccupazioni dei cittadini, oltre che per la salute, riguardano anche i rischi idrogeologici e per la falda acquifera sottostante, la svalutazione immobiliare delle case e lo stravolgimento dell’identità comunitaria del paese.




