Comitato per l’Autonomia e il Rilancio del Friuli. Terza corsia e viabilità regionale: repetita iuvant!

Mentre si susseguono gli incidenti ed i disagi sulla A 4 appare sempre più evidente che non potrà essere la terza corsia a rendere più agevoli i collegamenti tra le tre principali città del Friuli: Gorizia, Udine e Pordenone e le relative attività economiche.
Oggi la Regione sta investendo “solo” sulla direttrice Trieste-Venezia nonostante la presenza in Friuli di un tessuto manifatturiero di primaria rilevanza regionale che soffre per il tema della viabilità poichè l'infinito numero di rotonde realizzate e da realizzare garantiranno una minor pericolosità degli incidenti ma rallenteranno sempre più il traffico locale e non potrebbe certo essere utile il deprecabile progetto della Gemona – Sequals, eccentrico rispetto alle esigenze del territorio, devastante per il prezioso ambiente pedemontano dell'area interessata e gli importanti progetti turistici di rilevanza europea che molti comuni della zona stanno sviluppando, costoso oltre ogni previsione.
Ipotizzare inoltre che la Napoleonica e la corrispondente “ferrata” abbiano le caratteristiche per supplire a tali bisogni vuol dire non rendersi conto che già oggi queste strade sono troppo intasate e senza le necessarie caratteristiche per le quote sempre crescenti del traffico non ferroviario delle aree urbane più importanti del Friuli e con l’alto Veneto che vive un momento di importante sviluppo.
Ricordiamo ancora una volta, quindi, una proposta fatta più volte da questo Comitato: una bretella autostradale tra Udine e Cimpello (Pordenone). Permetterebbe un collegamento veloce tra i due poli economici del Friuli, realizzerebbe un percorso alternativo alla Palmanova – Portogruaro sgravandone il traffico e garantendo i collegamenti in caso di blocco dell'autostrada, creerebbe un collegamento diretto con la futura pedemontana veneta e sarebbe inoltre una realizzazione che non disturberebbe il normale traffico autostradale e locale che, in ogni caso, anche a terza corsia completata (quando?) soffrirà della mancanza di una viabilità ragionevolmente veloce tra Gorizia, Udine e Pordenone.
Ovviamente anche il traffico ferroviario Udine –Pordenone – Venezia meriterebbe qualche investimento come la Lubiana – Gorizia – Udine, due direttrici ferroviarie troppo trascurate dalla politica regionale che pare aver dimenticato che il principale hub ferroviario regionale è Udine.
Continuiamo a credere, quindi, che anche dopo la realizzazione della terza corsia, serviranno comunque quei 45 chilometri di bretella o superstrada, indispensabile come integrazione alla A 4 per garantire la mobilità futura del Friuli, osservando che la Regione deve rivolgere più frequentemente lo sguardo al Friuli e alla necessità di investimenti strutturali per l'attuale e futuro sviluppo del cuore della nostra regione.

 

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