Commercio e turismo floridi in Fvg crescono fatturato e clima di fiducia

Decisamente positiva la situazione del terziario in regione, con risultati non molto lontani dai livelli pre-crisi. È quanto emerge dall'indagine congiunturale realizzata per conto di Confcommercio FVG, illustrata nel corso di un incontro svoltosi oggi a Pordenone, al quale sono intervenuti il presidente regionale di Confcommercio Alberto Marchiori, i direttori di ASCOM Udine e Pordenone, Guido Fantini e Massimo Giordano, e Pierluigi Ascani della Società Format Reserach che ha curato lo studio.
fiducia. Dall’indagine emerge che nel primo semestre dell’anno la fiducia delle imprese del terziario è lievemente cresciuta (da 42,5 a 43), in aumento anche la sensazione degli operatori del commercio, del turismo e dei servizi, trend favorito anche dall’aumento dei ricavi. Tra i fattori di ostacolo percepito all’attività, permangono l’elevata percezione fiscale con un indicatore stabile. L’indagine di Format Research ha evidenziato che per il 59,2% del campione (+1,2% rispetto a marzo) la pressione fiscale, nel biennio 2014-15, ha inciso sulla crescita dell’impresa «più di altri fattori di ostacolo».
occupazione. Nel primo semestre dell’anno il tasso di occupazione è leggermente aumentato (da 63,6 a 64,3), con un calo tendenziale (su base annua) del tasso di disoccupazione a livelli quasi doppio rispetto alla media nazionale. Decisivo il contributo del calo degli inattivi. Per quanto riguarda il contributo del Jobs Act, a giugno 2016 il 13% delle imprese del terziario del Fvg (soprattutto grandi imprese del turismo e dei servizi) hanno utilizzato il Jobs Act per assumere. A maggiore era il 12%.
Riguardo, infine, all’utilizzo del credito, risulta in crescita l’indicatore del fabbisogno finanziario (da 55,2 a 56,7), pur in miglioramento il settore è ancora lontano dai livelli pre-crisi. Stabile la percentuale di imprese che chiedono un fido o un finanziamento in banca (28,6%), di queste poco meno della metà ricevono quanto richiesto.
chiusure festive. Il Report ha messo in evidenza che la nuova norma proposta dalla Regione e impugnata dal Governo, con riferimento alla chiusura obbligatoria in occasione di dieci festività comandate, risulta decisamente apprezzata dagli esercenti con imprese tra i 10 e i 49 addetti (quasi l'85 per cento si dichiara molto o abbastanza d'accordo). La percentuale sale al 94,9 per cento per gli esercizi commerciali fino a nove addetti. Opposta la posizione delle realtà più grandi (più di 49 addetti), oltre la metà delle quali si dice contraria. Il vice presidente della Regione, Sergio Bolzonello interpreta così questi dati: «Il percorso intrapreso sulle chiusure festive è condiviso dalla maggioranza degli operatori del settore, su questo argomento andremo avanti, ricorrendo alla Corte Costituzionale contro l’impugnativa della nostra legge sul Commercio».
Confidi. Bolzonello ha poi spiegato che la Regione metterà a disposizione di Confidi 5 milioni di euro. «Un sistema quest'ultimo che fino a tre anni fa era finito nel dimenticatoio e che noi invece abbiamo rivalutato destinando fino a oggi circa 19 milioni di euro». Dallo studio si evince che una azienda su tre (34%) afferma che senza i Confidi non avrebbe ricevuto alcun finanziamento. Bolzonello conferma che i Confidi rappresentano infatti un sorta di volano «per la piccola e piccolissima impresa che consente loro di essere competitivi sul mercato e dare quindi impulso al nostro sistema economico».

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