Comune di Udine: Gallanda M5S accusa di ipocrisia il sindaco Honsell quando parla della commissione edilizia

Nota piccata del consigliere comunale di Udine del M5S Claudia Gallanda dopo le dichiarazioni del sindaco Honsell relative alla nuova commissione edilizia de capoluogo friulano. Scrive Gallanda: “Personalmente riescono sempre a spiazzarmi le dichiarazioni di stima e considerazione tardive e postume e anche un po' incongruenti alle quali ho assistito in questi anni di mandato da parte del Primo Cittadino. L'abbiamo visto nel corso della questione Amga, durante i lavori del parcheggio di Piazza Primo Maggio, ed ora sulla questione ex Upim, con la Commissione Edilizia. Ne sono state oggetto persone che non hanno avuto timore di esporsi. Che hanno, con modalità diverse, cercato di "contenere" certi comportamenti tipici di chi è "al comando", con relativo premio di maggioranza incorporato. E le debite conseguenze. Nell'interesse della città. Quando poi leggo, e riporto letteralmente: "è fondamentale mantenere la presenza di una commissione edilizia per garantire una funzione di controllo altamente professionale dei progetti che vengono presentati"
e «In questi nove anni abbiamo sempre tenuto in altissima considerazione l'opinione della commissione edilizia" ben conoscendo l'iter che ha portato alle dimissioni di gran parte della commissione, mi chiedo: Ma se il sindaco è tanto convinto di questo, non sarebbe stato il caso che lui (o chi per lui) agisse in via preventiva riconoscendo la professionalità di queste persone con i fatti, quindi sottoponendo, soprattutto nel corso di questi ultimi anni, tutti i progetti alla loro attenzione in un periodo temporale analogo a quello della Soprintendenza, per non svilire gli stessi?
E non, come pare, solo alcuni e spesso tardivamente? E, soprattutto, poi, ne tenesse in debito conto il relativo parere, invece di usare il principio del "non vincolante" come una clava?
Ricordiamo che il voto dell'intera commissione edilizia fu contrario, e non solo quello dei membri dimissionari, con l'unica astensione del Presidente.
Mi rendo conto che, a tutti i livelli, "morto un Papa se ne fa un altro", ma a che prezzo?
Inoltre rileverei l'eccessiva discrezionalità della figura del Soprintendente, il cui parere risulta avere un peso a mio avviso troppo squilibrato rispetto a quello della Commissione Edilizia, composta da una decina di persone. E rilevo peraltro il fatto che il bando delle statue in piazza Primo Maggio stimolò nella mia mente alcuni dubbi che diedero vita ad un interrogazione che ad ora, nonostante le promesse di risposta in tempi brevi, ancora non trovano certezze.
Anche in quel caso il parere del Soprintendente ebbe un peso determinante sul fatto che i manufatti non stonassero con la zona circostante”.