Concerto Bocelli del 7 maggio scorso a Gemona costato alla Regione 200 euro a spettatore per complessivi 3 milioni di euro

Un tempo si definiva ugola d’oro un cantante che possiede una bellissima voce e ad Andrea Bocelli la voce certamente non manca, ma in Friuli ad essere pagata a peso d’oro non è stata solo l’ugola, che in realtà peserebbe circa un grammo. Parliamo del concerto ad ingresso gratuito dello scorso 7 maggio a Gemona del Friuli con protagonista Andrea Bocelli, evento che è costato alle casse regionali oltre 2 milioni 549 mila euro (iva esclusa), aggiunta questa la cifra complessiva  potrebbe quindi superare i 3 milioni di euro. Ovviamente non tutti i denari sono andati a Bocelli, ma una buona fetta certamente si sul resto non vi è ancora un dettaglio. Anche se lo scopo dell’evento è stato quello nobile di rendere omaggio alle vittime e commemorare il 50° anniversario del terremoto del Friuli del 1976, la cifra spesa appare spropositata (200 euro spesi per ognuno dei 15000 spettatori presenti)  e, fra l’altro, non trasparente, come lamentano in una nota i consiglieri regionali Diego Moretti e Massimo Mentil (Pd), dopo la risposta all’interrogazione con cui avevano chiesto alla Giunta il dettaglio delle spese relative al concerto tenutosi lo scorso 7 maggio. Scrivono i Consiglieri Dem:  «A fronte di un investimento di risorse pubbliche che potrebbe superare i tre milioni di euro, ci saremmo aspettati una risposta puntuale e trasparente sui costi sostenuti per il concerto di Andrea Bocelli. Invece, quanto fornito dall’assessore Riccardi lascia ancora molti interrogativi aperti». «La domanda posta era semplice e chiara: quali sono nel dettaglio i costi sostenuti dalla Regione? La risposta ricevuta, invece, appare opaca e lascia spazio a diverse interpretazioni, rinviando di fatto a ulteriori approfondimenti. Dalla documentazione emerge una procedura negoziata senza bando per 2 milioni 568 mila euro, successivamente aggiudicata per 2 milioni 549 mila euro iva esclusa, con una cifra complessiva che potrebbe quindi superare i 3 milioni di euro».  I consiglieri dem evidenziano inoltre come la procedura sia stata predisposta dalla Direzione centrale Attività produttive e non dalla Protezione civile regionale e che alla stessa abbia partecipato un unico soggetto, la società FVG Live srl di Tavagnacco, titolare dell’esclusiva per l’esibizione dell’artista e soggetto che ha avuto l’affidamento dell’organizzazione. «Nessuno mette in discussione la qualità artistica dell’evento, aggiungono i consiglieri,  la sua gratuità per il pubblico o la partecipazione di circa 15 mila persone. Tuttavia, proprio perché si tratta di un impiego così rilevante di fondi pubblici, riteniamo indispensabile garantire la massima trasparenza e fornire ai cittadini un quadro dettagliato delle spese sostenute». Per questo motivo, concludono Moretti e Mentil, «nei prossimi giorni presenteremo un accesso agli atti per acquisire il contratto stipulato tra la Regione e FVG Live srl, così da verificare se vi siano elementi e previsioni di spesa più dettagliati rispetto a quelli contenuti nella risposta fornita dall’assessore Riccardi». Ricordiamo che l’evento si è svolto su un palco allestito nella storica Caserma Goi-Pantanali di Gemona, uno dei luoghi simbolo prima della distruzione provocato dal sisma del 1976.