Concerto Bocelli, non nuova tangentopoli ma caso di “maladministration”. Cattiva gestione che genera spreco di denaro pubblico

Non avrei mai pensato di dover spezzare una lancia in favore dell’assessore Riccardo Riccardi e non solo perché all’indomani del missile che gli hanno sparato sembra essere stato lasciato solo dai suoi, perché è noto, quando la nave affonda i topi scappano.  Siamo certi che per questo attacco di presunto buonismo verremo criticati, perché ormai la logica è quella della contrapposizione, dello scontro. Del resto siamo il paese dei Capuleti e  Montecchi,  ma anche di Machiavelli che nel Principe spiegava che “tutti vedono come ti comporti, ma pochi capiscono chi sei veramente”.  Ma noi cerchiamo di interporre il ragionamento, i fatti, alla voglia di mostrare un trofeo sulla picca e noi l’assessore Riccardi l’abbiamo capito da tempo e non siamo mai stati teneri con lui, ritendendolo un pessimo politico, con programmi, soprattutto in tema sanitario, a nostro giudizio dannosi per la collettività, ma persona onesta almeno fino a prova contraria. Lui è sempre uscito indenne da indagini del passato,  dalle critiche dell’opposizione, dei sindacati, dei professionisti della sanità, non necessariamente perché fosse nel giusto, ma grazie alla sua abilità, a quella dei suoi avvocati e alla copertura politica che, qualche volta inspiegabilmente, Fedriga e la sua maggioranza gli hanno sempre fornito, facendone sostanzialmente una sorta di intoccabile. Potremmo elencare molti episodi, come sanno bene i lettori di FriuliSera, da anni è il personaggio politico che dal nostro punto di vista è responsabile politicamente di molti dei problemi di questa Regione, soprattutto nel suo campo d’azione, la sanità e recentemente anche relativamente alla sua delega alla Protezione civile. Le sue scelte, avvallate sempre da Fedriga,  hanno creato  le situazioni che si sono viste e si vedono, sia sul problema incendi boschivi, che sul tema salute. Servizio sanitario pubblico che un tempo era considerato fiore all’occhiello, nei primi posti in Italia e che oggi langue fra mancanza di medici di base, fuga del personale nel privato e liste d’attesa fuori controllo. Ora la sanità regionale sembra un circo Barnum grazie agli uomini che lui ha messo ai vertici e agli interessi privati che si sono voluti tutelare. Ma siamo nelle dinamiche, perverse, ma non illegali, della politica di governo, quella del prendo tutto e decido tutto, quello della spartizione delle poltrone che purtroppo il sistema lascia correre, nella logica dello spoils system che in verità, aimè,  piace a tutta la politica (centrosinistra compreso). Un personaggio per molti politicamente detestabile ma che tutto è tranne che stupido e per questo, per onestà intellettuale, riteniamo altamente improbabile che abbia commesso un errore così pacchiano di lasciare che interessi di famiglia entrassero in conflitto con le attività del suo ufficio politico.  Certo non possiamo mettere la mano sul fuoco per nessuno, ma ci sentiamo  di escludere vi sia effettivamente  un grave caso di malversazione.  Anche per questo, nel nostro articolo di venerdì scorso, nel quale abbiamo denunciato per primi che la cifra per quel concerto era spropositata e la procedura di assegnazione discutibile, pur essendo a conoscenza dei presunti intrecci societari (bastava interrogare Google) non ne abbiamo fatto cenno. Abbiamo ritenuto fosse un aspetto tralasciabile e perfino  fuorviante, figlio di una logica del sospetto che non ci appartiene. In sostanza non credevamo allora e non crediamo oggi, che l’assessore Riccardi possa essere improvvisamente diventato talmente ingenuo (per dirla in friulano “tordel”), da mettersi un bersaglio luminoso sulla schiena. Forse quello che Riccardi non aveva considerato è che un missile gli sarebbe potuto arrivare comunque da “fuoco amico” da ambienti che tradizionalmente utilizzano le “facili connessioni” per buttare discredito e non dall’opposizione nei confronti della quale è abituato a fare “spallucce” grazie anche alla benevolenza di gran parte della stampa regionale. In sostanza potremmo essere dinnanzi ad una operazione di killeraggio che ha visto l’editorialista de La Verità prestarsi  inconsapevolmente. Del resto non ci pare un caso che il quotidiano La Verità abbia fatto sparire in meno di 24 ore dal suo sito web, almeno in chiaro, ogni traccia del suo presunto scoop che è finito confinato nei social di Mario Giordano. C’è invece da ritenere che l’operazione “concerto Bocelli” sia solo un orrendo caso propagandistico di sperpero di denaro (e già ci pare grave) che riguarda l’intera maggioranza Presidente Fedriga in testa, o quantomeno tutti i membri del mitico comitato per i festeggiamenti che, nella migliore delle ipotesi, nella smania di grandezza di avere un “big” e per di più di “area” come Bocelli, si siano lasciasti spennare come polli in una trattativa “prendere o lasciare”, magari formalmente legittima, ma non certo oculata. Grave, perché quando i soldi sono pubblici l’attenzione deve essere massima e le alternative potevano esserci, questo magari le valuterà l’Anac, sempre che il mitico esposto sventolato si palesi davvero. Siamo ragionevolmente convinti che non siamo ad un caso tangentopoli, ma di incapacità gestionale che potrebbe avere generato danni erariali. Speriamo che su questo si indaghi e che, non avremmo mai pensato di doverlo scrivere, Riccardi non diventi un capro espiatorio.

Fabio Folisi

Concerto milionario di Bocelli. Appassita nel 50enario l’immagine del modello Friuli