Confagricoltura Fvg: serve una Pac più semplice perchè un agricoltore dà da mangiare a 60 cittadini, ma 60 cittadini non danno da mangiare a un agricoltore

«Nella comunicazione della Commissione Ue, che ha aperto il processo di riforma della politica agricola comune (Pac) post 2020, ci sono due aspetti che, a nostro avviso, non sono stati toccati a sufficienza: quelli della competitività e della semplificazione che, invece, sono fondamentali. La Pac dovrà concentrarsi sull’ammodernamento strutturale delle aziende che competono su mercati altamente volatili e instabili. Dovrà prevedere una semplificazione delle norme, ma anche del sistema di programmazione degli interventi; in particolare, andranno previste metodologie uniche e semplificate, non diverse da regione a regione come accade ora, per finanziare investimenti, innovazione, progetti d’impresa». Lo dice il presidente di Confagricoltura Fvg, Claudio Cressati, a margine del “Forum Pac post 2020”, indetto a Roma dal ministero per le Politiche agricole come momento di approfondimento e confronto.

Cressati esprime pure la sua contrarietà al “new delivery model” (nuovo modello di risultati), con gli Stati membri che avrebbero margini di discrezionalità in un piano europeo che fisserebbe solo la cornice strategica in cui muoversi. «Siamo contrari a un processo che, di fatto, aprirebbe le porte alla rinazionalizzazione della Pac – osserva -. Non è certo questo il modello che auspichiamo per il post 2020; al contrario vorremmo una maggiore coerenza e unitarietà a livello europeo, di obiettivi e strumenti. Gli agricoltori – prosegue Cressati – hanno diritto a un reddito equo e stabile; se è vero che un agricoltore dà da mangiare a 60 cittadini, non è altrettanto vero che 60 cittadini danno da mangiare a un agricoltore».

Ha quindi contestato la proposta di “capping” (praticamente, un tetto massimo o plafonamento) e di redistribuzione dei pagamenti diretti dalle grandi alle piccole aziende agricole.

«Bisogna impedire la penalizzazione delle imprese più grandi che sono quelle più dinamiche sui mercati internazionali e che danno occupazione. Il ministero ha indicato tre parole chiave per il rinnovamento della Pac: agricoltura, ambiente, alimentazione – conclude il presidente di Confagricoltura Fvg -. Sono anche le nostre, con le quali abbiamo sollecitato attenzione sui temi dell’agribusiness, della sostenibilità, della nutrizione e della salute. A queste tre, ne aggiungiamo altre due: competitività (con aziende strutturate che facciano reddito) e giovani (intervenendo per favorire occupazione e ricambio generazionale). È essenziale che l’impresa e il reddito degli imprenditori agricoli tornino al centro di una Pac più semplice, più efficace e con regole davvero comuni».

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