Confartigianato Fvg: l’anticorruzione rivede i criteri

Il 23 novembre a Roma apertura del tavolo tecnico tra Ministeri e associazioni di categoria. Soddisfatto il presidente di Confartigiano Fvg, Graziano Tilatti, e il presidente regionale di Confartigianato Edilizia, Gino Stefanutti: «Dobbiamo cambiare criteri che ora limitano la concorrenza, escludendo di fatto dalle gare le micro e piccole imprese, che pur lavorano nel rispetto dell’ambiente». Imprese artigiane edili del Friuli Venezia Giulia con l’attenzione rivolta al 23 novembre, quando a Roma l’Anac, l’Autorità nazionale anticorruzione, aprirà un tavolo tecnico per mettere sotto la lente i requisiti minima ambientali che ora sono richiesti dal Codice degli appalti pubblici a tutte le imprese indistintamente e che, di fatto, rendono inaccessibili i bandi pubblici per la maggior parte delle piccole e medie imprese, limitando così anche la concorrenza. «E’ un risultato straordinario, raggiunto dalla pervicacia della sola Confartigianato, che sin da subito e su più tavoli si è spesa con proposte di modifica urgente dei decreti del Ministero dell’Ambiente di applicazione del Piano d’azione nazionale degli acquisti verdi della pubblica amministrazione», spiega il presidente regionale di Confartigianato Edili, Gino Stefanutti. Uniche voci, determinanti, a dare riscontro alle richieste degli artigiani sono state l’Agcm, l’Autorità garante della concorrenza e del mercato, che ha aperto un’istruttoria su «quanto da noi evidenziato e cioè che sono stati introdotti elementi di distorsione del confronto competitivo», aggiunge Stefanutti, e l’Anac, che ha convocato un tavolo tecnico tra ministeri e associazioni di categoria il 23 novembre, alle 10.30, presso la propria sede, citando espressamente la segnalazione operata da Confartigianato. «Sia chiaro che non pensiamo affatto che i Criteri minimi ambientali debbano essere cancellati – afferma il presidente regionale di Confartigianato, Graziano Tilatti -, quanto invece ci sembra indispensabile una loro revisione con la definizione di criteri ragionevoli ed effettivi». In sostanza, «le imprese artigiane lavorano e vogliono continuare a lavorare salvaguardando l’ambiente e nel pieno rispetto delle norme vigenti, ma devono poter contare su criteri di partecipazione ai bandi pubblici che rendano compatibili le condizioni d’accesso delle micro e piccole imprese con le prescrizioni ambientali europee». Una via «assolutamente percorribile», sostiene ancora Tilatti, come «hanno dimostrato le azioni già operate dalla Regione Fvg che, con proprie direttive vincolanti, ha reso possibile l’accesso ai bandi pubblici degli enti locali per le micro e piccole imprese locali, restando in un contesto di trasparenza e di rispetto della normativa vigente».

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