Confidi Friuli: 92 milioni di deliberato a favore delle piccole e medie imprese nel 2015

Un 2015 segnato da un utile e un quadro di buona tenuta pur in una situazione di perdurante difficoltà per le Pmi. Confidi Friuli, in vista dell’approvazione del bilancio nella seconda metà di marzo, anticipa alcuni dati da cui emerge un incremento del 15% nell’erogato, un dato in controtendenza rispetto a un sistema che ha fatto segnare un calo del 20%. «Numeri confortanti – commenta il presidente Michele Bortolussi – viste la crisi economica, una ripresa complicata, la chiusura di molte aziende, la contrazione degli impieghi del sistema bancario e la tendenza di alcuni istituti ad accreditarsi direttamente con Mediocredito centrale, disintermediando i Confidi». Dopo una prima analisi del bilancio, il cda evidenzia l’incremento degli importi deliberati da 80,4 a 92 milioni di euro (+14,5%) e del garantito da 38,6 a 40,2 milioni (+4%), con un totale di 80,3 milioni di garanzie in essere, 874 pratiche e 165 nuove adesioni. È stato inoltre mantenuto alto il livello degli accantonamenti in relazione alle sofferenze e la leva finanziaria è rimasta al di sotto della media del sistema. In un anno in cui si sono sommate varie criticità, prosegue il presidente, «con tante società costrette a badare più al consolidamento che agli investimenti, Confidi Friuli, con il suo solido patrimonio, si è confermato strumento chiave di sostegno alle Pmi del territorio». A dare un supporto è stata la Regione (con 5 milioni, erano stati 10 nel 2014), «che ha dimostrato di avere ben compreso l’importanza del sistema garantistico in funzione anti-crisi e ci ha consentito in questi due anni di finanziare i patrimoni». Supporto utile, rimarca anche il vicepresidente Pietro Cosatti, «a far fronte a una crisi che continua a mettere in ginocchio in particolare il settore del terziario, che più di tutti fatica e recuperare terreno a causa della pressione fiscale e dei costi della burocrazia». Anche la fotografia del 2015, conclude il vicepresidente Enzo Pertoldi, «conferma la lungimiranza di avere aggregato nel 2009 i comparti industria e commercio, una scelta voluta da Confcommercio, Confindustria e Confapi che ha portato a una struttura finanziaria di garanzia fondamentale per le Pmi e ci ha fatto crescere nel rispetto delle regole fissate da Banca d’Italia».

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