Consiglio comunale di Gorizia condurrà inchiesta su dissesto aeroporto Duca d’Aosta

«Non è accettabile che una società, in appena venti mesi, passi dall’ottenere la concessione per la gestione dell’aeroporto Duca d’Aosta – tra mille proclami e aspettative – all’essere sulla soglia del portare i libri in tribunale. Non si può passare in così breve tempo dallo stare “benissimo” allo stare “malissimo”. Le responsabilità politiche e gestionali vanno accertate», lo ha chiesto chiaramente il consigliere Marco Rossi del Partito Democratico in occasione della seduta di ieri sera del Consiglio comunale della città isontina, in cui si discuteva una delibera - approvata all'unanimità, per chiedere un nuovo piano industriale per la società pubblica che ha in concessione l'aeroporto goriziano e scongiurarne la chiusura. Il "vaso di Pandora" sullo stato effettivo della società era stato svelato da due commissioni consiliari svoltesi nel mese di novembre, che avevano portato poi i Capigruppo di maggioranza e opposizione a richiedere un Consiglio comunale convocato per tentare il salvataggio della società con nuovi e più precisi indirizzi di risanamento.

«Desidero esprimere il ringraziamento all’operato del presidente della consortile Silli, che non solo sta facendo il massimo possibile ma ha correttamente informato il Consiglio della situazione effettiva della società. Il tema, pesantissimo a mio avviso, è però come si sia arrivati, in precedenza, a questa situazione, dove sia stata la politica e chi doveva vigilare. C’è stata un’enorme superficialità gestionale. Basti pensare che si sono svolte Assemblee della società il 19 settembre, il 25 aprile, due Commissioni il 7 novembre e il 19 novembre. La situazione della consortile quindi non è nota da ieri o l’altro ieri, ma la sua gravità doveva essere ben nota alla Giunta da diversi mesi. Quel che è più grave, doveva essere ben nota a chi, prima dell’attuale assessore Obizzi, ricopriva il referato al bilancio ed evidentemente non ha saputo gestire a dovere la situazione, ovvero l’attuale parlamentare Pettarin», accusa Rossi.

Ma come si è potuti arrivare all’attuale crisi tale da ipotizzare la liquidazione dell’aeroporto? «Ci è stato detto che i Consigli d’amministrazione succedutisi alla guida della consortile sono stati tutti di provata capacità manageriale. Allora delle due l’una: o ad avere avuto scarsa capacità sono state le due giunte comunali succedutesi, oppure le basi del piano industriale dell’aeroporto erano deficitarie sin dall’inizio».
«Se così fosse, allora i proclami di questi anni da parte delle due giunte di centrodestra succedutesi, Romoli e Ziberna, sarebbero state parole al vento, utili a fini propagandistici - varrebbe la pena ricordare che l'aeroporto fu riaperto ad aprile 2017 in piena campagna elettorale - ma totalmente vuote. Vogliamo ricordare tutti i vari investitori – annunciati da queste Giunte - comparsi giusto il tempo di qualche foto e poi volatilizzatisi senza lasciare traccia? Trovo che sia stato un comportamento assolutamente inaccettabile e irresponsabile»

Il Consiglio comunale condurrà quindi  un'inchiesta visto che è passata la mozione Rossi-Bandelj

La mozione per avviare un'indagine da parte del Consiglio comunale sulle cause del dissesto della Società consortile che ha in concessione l'aeroporto Duca d'Aosta passa all'unanimità (solo 2 astenuti). Presentata in aula dal capogruppo PD Marco Rossi e scritta a quattro mani con il collega Walter Bandelj dell’Unione slovena, sottoscritta dal resto dell’opposizione, la mozione incontra il sostegno di tutto il Consiglio comunale, maggioranza compresa. «Senza la necessità di istituire una commissione ad hoc – e quindi senza oneri ulteriori -, abbiamo dato un mandato preciso alla Commissione partecipate coordinata dal consigliere Ciotta, commissione che ha già svolto un egregio lavoro in queste settimane permettendo di svelare la situazione della società consortile: ora il lavoro deve proseguire accertando chiaramente come si è arrivati a questa situazione. L’ordine del giorno prevede che venga predisposta una relazione al Consiglio comunale entro il 31 marzo».