Il Consiglio Regionale del Friuli Venezia Giulia ha approvato la legge per “sostegno e valorizzazione del sistema informativo regionale”.

C'è voluta una intera legislatura, ma alla fine il Consiglio Regionale del Friuli Venezia Giulia ha approvato oggi a larga maggioranza il disegno di legge per "il sostegno e la valorizzazione del sistema informativo regionale".  A darne notizia con una nota  l'Ordine regionale dei giornalisti e l'Assostampa, "è un provvedimento che Ordine regionale dei giornalisti e Assostampa Fvg chiedevano alla Regione già da alcuni anni, si legge nella nota,  la lunga attesa è stata comunque ripagata da un testo che accoglie quasi tutte le sollecitazioni dei giornalisti, a cominciare dai finanziamenti alle testate (radiofoniche, televisive, della carta stampata e del web) che utilizzino giornalisti iscritti all’albo, con rapporti di lavoro disciplinati secondo la vigente contrattazione collettiva nazionale del settore giornalistico". "Di particolare importanza, prosegue il commento dei vertici di Ordine e sindacato  giornalisti,  anche le incentivazioni previste per le assunzioni di colleghi con contratto giornalistico, a tempo indeterminato e determinato, anche a tempo parziale ma non inferiore al 50%, e alle stabilizzazioni di personale giornalistico". "Anche per quanto riguarda gli uffici stampa, continua  la nota,  il Consiglio ha accolto in buona parte le proposte di Ordine e Assostampa" “Al personale iscritto all’albo dei giornalisti che presta servizio presso gli uffici stampa istituzionali delle amministrazioni del comparto unico del Friuli Venezia Giulia e gli enti del Servizio Sanitario Regionale – afferma infatti la legge - si applica il contratto nazionale di lavoro giornalistico”. A tal fine sono previsti anche degli incentivi agli enti locali della Regione che abbiano istituito o intendano costituire, anche in forma associata, uffici stampa al cui interno operi personale con contratto giornalistico. “Ordine e Assostampa Fvg - affermano i rispettivi presidenti, Cristiano Degano e Carlo Muscatello - ringraziano a nome dei giornalisti del Friuli Venezia Giulia la Giunta e il Consiglio Regionale per questo importante risultato. La nuova legge pone infatti le basi per una più qualificata informazione e comunicazione istituzionale nella nostra regione, favorendo il pluralismo e nel contempo la creazione di nuovi posti di lavoro nel settore giornalistico”. “Un settore - concludono Degano e Muscatello - che sta vivendo anche nella nostra regione una profonda crisi, caratterizzata fra l’altro da una progressiva precarizzazione della professione giornalistica e da una continua emorragia di posti di lavoro contrattualizzati”.

La legge colma un vuoto ed  è certamente un passo avanti e meriterà studio e attenzione ora che è disponibile il testo finale. Soprassedendo sui tempi e sul fatto che viene approvata in prossimità di scadenza elettorale con i dubbi del caso, permangono alcune perplessità sulla sua effettiva possibilità di applicazione in tutte le sue parti. Stride infatti il richiamo nel testo, per quanto riguarda i collaboratori giornalisti, al cosiddetto equo compenso e alla norma nazionale di riferimento che pur esistente e allo stato inapplicabile perchè in anni di discussioni e ricorsi non si è stati in grado di quantificare quale sia appunto "l'equo compenso" per il lavoro giornalistico autonomo e questo con ogni probabilità non avverrà in tempi brevi. Questo aspetto che potrebbe sembrare marginale taglia fuori una platea molto grande e fra l'altro, essendo la norma regionale finanziata per il prossimo biennio (poi si vedrà) il rischio che i più precari autonomi per forza, fra i giornalisti ormai i più numerosi,  non vengano toccati dalla norma è altissimo. In ogni caso anche volendo vedere il bicchiere mezzo pieno saranno da evitare trionfalismi fuori luogo da parte della politica, viene infatti da chiedersi quante situazioni di crisi finite male nel settore  la norma poteva contribuire a salvare solo fosse stata promulgata con tempi più celeri e magari con una parte di sostegno diretto alle crisi che hanno portato alla chiusura di molte testate nel corso di questa legislatura. Ovviamente è una domanda alla quale non si può, ora per allora dare risposta, ma certamente alcune dolorose vicende potevano virare diversamente.

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