Consorzio di Bonifica Pianura Friulana nel 2019: Deficit idrico e alti consumi energetici

E’ stata una stagione irrigua contraddistinta da deficit idrico e alti consumi energetici quella gestita dalla Consorzio di Bonifica Pianura Friulana nel comprensorio di sua competenza. Tra meteo bizzarro e ondate di caldo come quella che hanno investito il Fvg il 27 giugno, facendo superare le temperature massime assolute (registrati quasi 36 gradi a Tarvisio, oltre 38 a Cervignano), la media estiva si è attestata sui 24°C, ben oltre la norma se si eccettua l’annus horribilis del 2003. Nel 2019 i 30° sono stati superati per ben 60 giorni, almeno il doppio rispetto agli anni 90; un’estate secca, poco piovosa, che va ad aggiungersi alle stagioni siccitose del 2003, 2006, 2011, 2013 e 2018.

Da metà luglio a inizio settembre la Regione Fvg ha dichiarato, prorogando più volte, la condizione di deficit idrico del fiume Tagliamento, dimezzando il deflusso minimo vitale a Ospedaletto, in comune di Gemona del Friuli. Solo grazie alle conversioni irrigue attuate in questi anni (oggi ben il 59% del totale della superficie è irrigata a pressione) è stato possibile irrigare nella scorsa stagione senza particolari disagi.

Il Consorzio ha lavorato su più fronti, trasformando i sistemi irrigui per migliorare la qualità e la quantità della produzione, e riconvertendo gli ordinamenti colturali (attualmente prevalentemente cerealicoli e oleaginosi) a favore di quelli orto-floro-frutticoli. Obiettivi: incentivare gli investimenti nel settore agricolo, migliorare la viabilità campestre dell’ambiente diminuendo concimi e diserbanti, giungere a un risparmio idrico del 50%.

Per ovviare ai consumi energetici e sopperire alla carenza della risorsa idrica durante la stagione irrigua, l’ente prevede la costruzione di una condotta di collegamento tra il canale di scarico della centrale di Somplago e il sistema derivatorio Ledra-Tagliamento per il recupero parziale della portata di scarico della centrale. L’opera sopperirebbe alla carenza idrica durante la stagione irrigua, compensando i cali di portata derivabile alla presa di Ospedaletto, assicurando l’irrigazione in vaste zone del comprensorio. Non solo: il progetto garantirebbe il deflusso minimo vitale per salvaguardare la fauna ittica e l’ecosistema ambientale. L’infrastruttura potrà poi dare il via a nuove opere nei comuni di Dignano, Coseano, Rive d’Arcano, Martignacco, Pasian di Prato e la zona del Colli orientali del Friuli.

Alla siccità, riferiscono dal consorzio, si risponde con un ulteriore efficientamento del sistema irriguo (passaggio da aspersione a goccia), la creazione di piccoli invasi collinari per l’accumulo d’acqua, la diffusione del “Consiglio irriguo” mediante apposite APP sottoscrivendo una convenzione con Ersa, Osmer Arpa e Regione Fvg ma anche riducendo i consumi grazie al comportamento virtuoso degli stessi consorziati.

INFO:

La superficie servita dagli impianti consortili (un centinaio di pozzi e oltre una ventina di centrali di pompaggio, gestiti e manutenzionati da una cinquantina di operai distribuiti nell’intero comprensorio di 200.000 ettari, da Gemona fino a Lignano e Grado) supera i 44.000 ettari, di cui circa 30.000 beneficiano di irrigazione a pressione e circa 14.000 ettari di irrigazione a scorrimento. A questa si aggiungono le aree della bassa friulana a valle della linea delle risorgive, servite dall’uso promiscuo della rete di scolo gestita da manufatti di ferma e regolazione e dalle idrovore.