Convegno di Confindustria Udine sulla Legge di bilancio del 2019: Mareschi Danieli: “Siamo molto critici sulla manovra economica”

“Oggi abbiamo una manovra che, seppur in extremis, ha evitato la procedura d’infrazione da parte dell’Unione europea, ma ci relega nella scomoda posizione di osservati speciali e appesantiti da nuove e onerose clausole di salvaguardia per gli anni a venire. Il sollievo rispetto allo scenario peggiore, dunque, non può offuscare il risultato finale”.
E’ quanto ha dichiarato Anna Mareschi Danieli, presidente di Confindustria Udine, in merito alla Legge di Bilancio 2019, oggetto, questo pomeriggio, assieme alle altre novità fiscali di fine 2018, di un affollato convegno di approfondimento promosso a palazzo Torriani dagli Industriali friulani in collaborazione con l’Ordine dei Dottori commercialisti e degli Esperti contabili della provincia di Udine e con l’Associazione nazionale tributaristi Italiani.
“Senza tanti giri di parole, noi siamo molto critici su questa manovra - ha affermato Anna Mareschi Danieli -. Pur dando atto al Governo di aver corretto, strada facendo, alcune cose, ad esempio su Industria 4.0 e alternanza scuola-lavoro, fiscalità e, a quanto pare, persino sul reddito di cittadinanza, siamo ancora ben lontani da quanto servirebbe e da quanto auspicavamo. Confindustria si è impegnata con una determinazione persino cocciuta a mantenere vivo il dialogo con il Governo per contribuire a migliorare, per quanto possibile, la Legge di bilancio. Con la stessa lealtà usata nella fase di confronto, oggi dobbiamo ammettere che l’esito resta assai distante rispetto alle nostre aspettative”.

“Confindustria - ha aggiunto la presidente - ha sempre sostenuto che occorre puntare con determinazione sulla crescita come presupposto della tenuta dei conti. Superata l’emergenza, adesso valuteremo l’impatto delle misure presentate per adempiere all’accordo con Bruxelles, verificandone l’impatto sull’economia reale. Nessun pregiudizio, dunque, nei confronti di una manovra concepita diversamente rispetto al passato, ma tanta preoccupazione, che speriamo non si traduca in ansia, nei confronti di una finanziaria che si può definire espansiva, ben sapendo però che i driver che interessano la crescita (investimenti, ricerca, formazione) sono tutta un’altra cosa. E aggiungendo che la crescita prevista - pur rivista al ribasso rispetto alle previsioni iniziali - rischia di rappresentare un azzardo più che una scommessa”.

Non meno critico è stato Roberto Lunelli, presidente della Sezione regionale FVG dell’Associazione nazionale Tributaristi Italiani, che ha coordinato i lavori del convegno. Il dottor Lunelli ha parlato “di una manovra finanziaria che, sotto il profilo tributario, non ha portato l’atteso ‘cambiamento’ né nel metodo, né nel merito: una politica fiscale nuova non può, infatti, basarsi su un mini-condono senza riforma tributaria e su una flat tax settoriale. In termini socio-economici, invece, sia il reddito di cittadinanza, sia la riforma delle pensioni a quota cento sono provvedimenti ancora del tutto vaghi e a rischio di non venire condotti in porto in tempi ravvicinati, anche in considerazione della complessa messa a punto degli strumenti per attuare queste due misure”.
L'incontro - che ha richiamato a palazzo Torriani 150 persone (era visibile in video-conferenza anche a Tolmezzo, nella sede della Delegazione dell’Associazione) - è poi proseguito, dopo l’indirizzo di saluto di Alberto Camilotti, presidente dell’Ordine dei Dottori commercialisti e degli Esperti contabili della provincia di Udine, con le relazioni tecniche affidate ai dottori commercialisti Silvia Pelizzo e Luca Lunelli, e al ragioniere commercialista Giovanni Sgura, che hanno affrontato in dettaglio tutte le novità fiscali di interesse per le imprese.

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