Cooperazione africana 4.0: progetti e opportunità professionali, il progetto dell’Ateneo friulano

Presentare le opportunità professionali e di mobilità studentesca legate ai progetti e alle attività di cooperazione e trasferimento tecnologico in Africa. È l’obiettivo dell’incontro “Cooperazione africana 4.0” che si terrà all’Università di Udine lunedì 19 dicembre, alle 11.30, nell’aula M del polo scientifico dei Rizzi (via delle Scienze 206, Udine).
L’appuntamento è organizzato dal Dipartimento di Scienze agroalimentari, ambientali e animali con One Acre Fund, organizzazione no profit con base in Kenya che si occupa di nutrizione e povertà nell’Africa sub-sahariana supportata da oltre 50 donatori tra cui la Gates Foundation, Usaid e Mastercard.
Introdurrà i lavori il direttore del dipartimento, Paolo Ceccon. Seguiranno gli interventi dei relatori. Il coordinatore dei corsi di studio in Allevamento, salute e benessere animale, Marco Galeotti, illustrerà i progetti di cooperazione e trasferimento tecnologico del dipartimento in Africa. Il program manager di One Acre Fund, Francesco Valente, spiegherà invece il ruolo dell’agricoltura come strumento di sviluppo economico in Africa, il modello operativo e le opportunità lavorative in Oaf e, più in generale, nella cooperazione internazionale. Infine, il delegato dell’Ateneo per la mobilità internazionale, Giorgio Alberti, esporrà le opportunità di mobilità studentesca.
«Il 75 per cento dei poveri al mondo dipende in diverse misura dall’agricoltura di sussistenza», spiega Edi Piasentier, coordinatore dell’incontro. In questo quadro, il presupposto sul quale One Acre Fund basa la sua attività è che i piccoli agricoltori sono la chiave nella lotta alla povertà. Per questo offre a credito prodotti e servizi – fra gli altri, semi, concimi, lampade a pannelli solari e molto altro – mettendo gli agricoltori di sussistenza al centro del suo modello. Al momento Oaf aiuta circa 400 mila piccoli agricoltori attraverso il suo modello di distribuzione diretta in sette paesi dell’Africa sub-Shariana e supporta 500 mila agricoltori in collaborazione con i governi di Etiopia, Ruanda e Malawi.

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