Coronavirus: Le Coop sociali tra i settori economici in maggiori difficoltà

Sono circa 3000 in Friuli Venezia Giulia i lavoratori fermi  a causa dell’emergenza-coronavirus  ed in genere si tratta di personale femminile sotto i 40 anni. Le Centrali cooperative stanno chiedendo che le prestazioni nel settore pubblico vengano pagate, anche se non effettuate mentre più complessa la situazione è verso eventuali strutture private.  Per queste realtà  la volontà è di sollecitare una cassa integrazione straordinaria e l'avvio del fondo di fondo integrativo solidarietà dell'INPS
Le cooperative sociali e i loro lavoratori sono quelli più esposti per la natura delle prestazioni che erogano e gli effetti economici sul settore in caso di prolungamento del fermo potrebbe  diventare pesante.  Le centrali cooperative, Legacoop e Confcooperative, stimano, come accennato in apertura,  in almeno 3000 lavoratori sospesi solo nella nostra regione,  restano infatti a casa gli educatori degli asili nido, gli operatori delle materne, gli addetti all'assistenza ai disabili impiegati nei centri diurni, oltre al personale di mense e pulizie.

Tutti costretti a non lavorare, almeno fino a domenica primo marzo, quando scade l'ordinanza di Regione e Governo sulla sospensione delle scuole e delle attività educative e formative. Ordinanza che potrebbe essere soggetta a proroga. Per le cooperative il danno è già pesante: quando le prestazioni non vengono erogate infatti , il committente non paga - un problema strutturale già da tempo nel mirino e che ora diventa ancora più centrale e grave. Sono infatti seriamente a rischio gli stipendi dei lavoratori e in qualche caso la sopravvivenza stessa delle imprese.

Di tutto questo si  parlerà domani  27 febbraio in un incontro all'assessorato delle attività produttive.