Corriere delle armi bloccato a Villesse, sull’auto mitra Kalashnikov e Skorpio

Quello che una volta era chiamato confine orientale e che oggi è una porta aperta sull'est Europa si dimostra ancora via privilegiata per il traffico d'armi. Una ingente quantità di armi da guerra è stato infatti sequestrato dai carabinieri del Nucleo investigativo di Gorizia in un auto che percorreva l'autostrada A34, che si dirama dall'autostrada H4 slovena A4 al valico di Sant'Andrea/Vertoiba dove poi prosegue come autostrada per collegarsi con la A4. L'auto in questione, una Peugeot 206 è stata bloccata per un controllo casuale  presso lo svincolo di Villesse. I militari si sarebbero insospettiti per il nervosismo dell'autista e la scarsa congruità delle dichiarazioni fornite dallo straniero cittadino bosniaco di 52 anni in merito ai motivi del viaggio ma soprattutto al fatto che l'auto risultava veicolo noleggiato in Svizzera, i carabinieri quindi procedevano ad una  prima ispezione trovando dentro un borsone nel vano bagagli, due pistole Beretta Fs semiautomatiche. I militari hanno quindi condotto il bosniaco e la sua auto nella sede del comando provinciale dove è stata effettuata una perquisizione più accurata dell'auto scoprendo un  vano ricavato sotto il sedile posteriore e nell'area della ruota di scorta dove erano celate le  armi da guerra alcune delle quali con matricola abrasa.  Nascosti nel veicolo è saltata fuori una ingente quantità di armi da guerra due pistole mitragliatrici Skorpio, 6 fucili mitragliatori Kalashnikov, una carabina calibro 22, un fucile a pompa, un gruppo ottico per fucili di precisione, svariati caricatori e munizionamento specifico. Insomma un piccolo arsenale che non è chiaro a chi fosse destinato. Di certo i carabinieri hanno attivato il protocollo Interpol per il terrorismo internazionale dato che il soggetto, visto il paese di provenienza, potrebbe essere legato ad ambienti islamici, ma è possibile anche che le armi fossero destinate al mercato della criminalità organizzata, anche se la tipologia dei fucili, soprattutto i Kalashnikov, non sono le armi più “gettonate” dalla criminalità anche se esistono in letteratura criminale vari episodi di utilizzo in rapine soprattutto a furgoni portavalori. Le indagini ora dovranno indirizzarsi sui destinatari delle armi nel dubbio che fossero destinate ad ambienti del Jihādismo  anche se non meno inquietante è l'ipotesi che le armi fossero destinate agli arsenali delle organizzazioni criminali che operano in Italia o all'estero. Da ulteriori informazioni sembra  che  l'analisi su uno dei due telefoni cellulari trovati addosso al bosniaco e il ritrovamento  di uno scontrino fiscale, rilasciato da un locale di Lubiana, con sul retro  indicata una nota riportante  il tragitto e la verosimile destinazione finale del carico di armi, la  Spagna e  più precisamente  Barcellona. Si tratta ovviante di indiscrezioni, restano quindi aperte le altre ipotesi.