Corte tributaria: Serracchiani, Mef riveda taglio Pordenone e Gorizia
“L’Esecutivo punta a una razionalizzazione che solleva interrogativi sull’effettiva accessibilità alla tutela legale per chi deve contestare un atto impositivo, perché non solo chiudono uffici ma cambia il paradigma e il diritto alla difesa del contribuente viene misurato in base al numero di ricorsi annui, trasformando i tribunali in costi da tagliare. Mi auguro che almeno i componenti del Governo espressione del territorio sapranno far sentire le ragioni di categorie e cittadini”. Lo chiede la deputata dem Debora Serracchiani, depositando un’interrogazione al Ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti, in merito all’annunciato taglio delle sedi della Corte di giustizia tributaria a Pordenone e Gorizia.
Serracchiani, nel testo dell’interrogazione, evidenzia che “il rispetto di un rigido parametro operativo trasforma la giustizia in una questione di volumi che non lascia spazio a valutazioni di carattere sociale o territoriale, dove il cittadino diventa un’unità statistica all’interno di un grafico, in cui la mole del contenzioso determina il diritto ad avere un presidio di legalità fiscale sul proprio territorio, obbligando professionisti e cittadini a spostamenti che possono incidere pesantemente sui tempi e sui costi della difesa legale”. La deputata denuncia inoltre che “dietro l’apparente razionalità dell’accorpamento sussiste il rischio di una ‘selezione naturale’ dei ricorsi, in cui solo i portatori di interessi economici rilevanti potranno permettersi i costi di una causa lontana da casa”. Allontanare il tribunale dal contribuente, per Serracchiani significa “alzare l’asticella della convenienza per impugnare una cartella esattoriale o un accertamento indebito”.
E dunque la parlamentare chiede che vi sia “la piena salvaguardia del personale attualmente in servizio” e che il Governo attivi “un confronto con la Regione Friuli Venezia Giulia al fine di valutare soluzioni alternative alla soppressione”, invitando a considerare “il valore economico medio delle controversie, la complessità del contenzioso e le peculiarità territoriali”.




