Covid: Riccardi, virus individuato in 106 case riposo. E’ cronaca di un disastro annunciato, con il virus che avanza, nonostante i divieti del piffero e del caffè di Fedriga

"Il Servizio sanitario sta operando con la massima attenzione per contrastare la diffusione dei contagi tra gli ospiti e gli operatori delle residenze per anziani e ad oggi le positività registrate tra gli ospiti sono 1.334 e 569 fra gli operatori. Nello specifico, tra il 1° ottobre e il 24 novembre le strutture nelle quali sono stati registrati casi di Covid sono 106 e in 39 di esse i contagi hanno riguardato più di dieci persone". Verrebbe da dire.... figuriamoci se non ci fosse stata massima attenzione! Intendiamoci non parliamo ovviamente del personale sanitario o di assistenza che sta svolgendo il proprio compito con incredibile abnegazione nonostante i rischi che, come si vede dai dati, si concretizzano in quasi 600 contagiati fra il personale, ma della “strategia” messa in atto che non ha saputo,  più che potuto,  operare con la necessaria programmazione. Le 106 case di riposo infette su 17o sono un numero che dovrebbe creare più che imbarazzo. Insomma siamo alla cronaca di un disastro annunciato raccontato con disarmante burocratico distacco dall'assessore regionale alla sanità Riccardo Riccardi che continua farsi chiamare vicegovernatore del Friuli Venezia Giulia, carica che come tale, come del resto quella di “governatore”, non esiste nell'ordinamento nazionale, ne tanto meno in quello regionale. Riccardi ha snocciolato i dati sulle residenze per anziani, assieme a molte altre "chicche" sulla funzionalità  a suo dire impeccabile  del servizio sanitario regionale,  durante la seduta odierna del Consiglio regionale, evidenziando fra l'altro che "in merito al numero e alla tipologia di nuove realizzazioni di strutture per ampliamenti o ampliamenti di quelle esistenti, tra maggio 2018 e agosto 2019, sono giunte complessivamente 5 istanze di ampliamento e 8 di nuove realizzazioni per complessivi 1.080 posti letto". Analizzando la situazione dei singoli territori il vicegovernatore ha precisato che "nell'area giuliana e isontina, afferenti all'Asugi, sono state avanzate rispettivamente 2 richieste di ampliamento per 25 nuovi posti letto e 2 richieste di nuove realizzazioni per 230 posti letto. Nell'area afferente all'Azienda sanitaria universitaria Friuli Centrale sono state presentate una domanda di ampliamento e 3 di nuove realizzazioni per 378 posti letto totali e in quella dell'Azienda sanitaria Friuli Centrale, due di ampliamento e 3 di nuove realizzazioni per 447 posti letto". Insomma secondo il responsabile della salute al quale Fedriga ha affidato la responsabilità della struttura sanitaria regionale e che ringraziamo,  è tutto regolare e di più e meglio non si poteva fare. Del resto Riccardi sta a Fedriga, come in Lombardia Gallera sta a Fontana ed è quindi comprensibile che la situazione somigli più a quella di casa Pirellone anzichè a quella del Veneto. Nella prima ondata del covid Fedriga almeno copiava le ordinanze a Zaia, quelle di oggi sono certamente più autarchiche. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: prima l'ordinanza soprannominata simpaticamente del piffero, dato che ne vietava espressamente l'uso nelle scuole, ordinanza durata poche ore, per dirla alla romana come "un gatto sulla Cassia", poi quella sul  "caffè"  che  sta creando non pochi malumori, soprattutto a Trieste, dato che per abitudine decennale consolidata nel capoluogo giuliano è abitudine diffusa sorseggiare un buon "nero" o "capo in b " all'aperto, un divieto all'irrinunciabile caffè mattutino che più che per evitare gli  assembramenti sembra essere stato pianificato per fare dispetto alla famiglia Illy.