Roberti citofonerà al Cpr di Gradisca. Intanto esprime fiducia in forze di polizia e assolve e condanna a suo uso e consumo sostituendosi alla giustizia

Probabilmente l'assessore alle Politiche dell'immigrazione del Friuli Venezia Giulia, Pierpaolo Roberti ha già avuto i risultati dell'autopsia sul corpo del georgiano Vakhtang Enukidze prima che venga effettuata, solo così si spiegano le dichiarazioni sulla spinosa ed opacissima vicenda accaduta  al Cpr di Gradisca d'Isonzo. Vada che Roberti esprima generica    "Stima, gratitudine e fiducia nell'operato delle forze di polizia, del Questore e del Prefetto impegnati nel difficile compito di mantenere l'ordine nel Cpr di Gradisca. Questi sono gli unici sentimenti che giungono dall'Amministrazione regionale" perchè se qualcuno ha sbagliato, come pare, non si può generalizzare visto che la responsabilità penale è individuale. Ma assolvere con un liberi tutti come, se invece della morte di un uomo, si trattasse dell'infantile gioco del "nascondino", appare stucchevole anche se non sorprendente vista la levatura politica dell'assessore. La sua voglia nel sostituirsi ad inquirenti e giudici è inaccettabile anche se pienamente nel solco ideologico del suo comandante ex ministro degli interni ora citofonatore seriale. La situazione vorrebbe da parte dell'istituzione prudenza e moderazione ed invece Roberti accusa ed assolve e lo fa tramite l'agenzia di stampa della Regione Fvg.  "Chi oggi fa vergognose illazioni non merita menzione - spiega Roberti dall'alto della propria incrollabile e acritica fiducia nell'operato delle forze dell'ordine intervenute in quel maledetto giorno a Gradisca -, piuttosto è utile ricordare, rincara Roberti,  lo sforzo di chi contiene una situazione difficile, ove decine e decine di persone, in gran parte già segnate da trascorsi con la giustizia, vivono con l'unico obiettivo di evadere per vivere in clandestinità e condurre una vita di espedienti". Dimentica ovviamente  Roberti che l'esistenza di quei centri, che lui vorrebbe decuplicare,  è una scelta dissennata ed è quella che genera problemi.

Per l'assessore "il Cpr non è un luogo dove vanno a finire le famiglie scappate dalla guerra, bensì chi non ha titolo per rimanere sul territorio italiano o perché è stato accertato che non proviene da alcuno scenario di guerra o, più spesso, perché ha tenuto comportamenti illeciti che lo hanno estromesso dal sistema di accoglienza".  "Se ciò non bastasse - aggiunge Roberti-, è evidente che la pressione esterna esercitata da taluni con il palese intento di animare gli spiriti all'interno della struttura non può che rendere il tutto più complicato". "Dispiace quindi - conclude Roberti - che una persona sia deceduta, come pare, a seguito di una  rissa tra immigrati, ma non possiamo che dire grazie alle forze dell'ordine". Insomma Roberti ha già fatto le sue indagini, il processo ed individuato colpevoli ed innocenti a suo uso e consumo. Come chiosa del suo intervento l'assessore  infine annuncia che nei prossimi giorni sarà in visita alla struttura di Gradisca "non, come fanno altri, per valutare la situazione degli ospiti, ma per accertarmi che i nostri ragazzi in divisa siano in condizione di svolgere al meglio il proprio lavoro". Insomma Roberti citofonerà al Cpr.

Fabio Folisi