Il ct Ventura in visita all’Udinese: «Questo stadio è un gioiello, contro il Liechtenstein spero in un grande pubblico»

Ospite speciale in casa Udinese. A dire il vero si tratta di un ritorno, perché Giampiero Ventura in terra friulana c'era già stato dal dicembre 2001 al giugno 2002, quando aveva guidato le Zebrette in una stagione, diciamolo pure, avara di soddisfazioni per ambo le parti.

Oggi, però, Ventura ha riassaggiato l'erba dello stadio Friuli in veste di Commissario tecnico della Nazionale italiana, premio a una lunga carriera da maestro di calcio. Il selezionatore azzurro ha chiuso, con la tappa di Udine, il suo “tour” attraverso tutte le strutture d'Italia e non ha lesinato lodi sia per l'innovativa struttura bianconera, sia per la società: «Lo stadio è stata una piacevole sorpresa già l’anno scorso quando sono venuto per la prima volta – ha commentato il Ct ai microfoni di Udinese Tv -. Mi complimento per le strutture interne e per la grande intuizione: non è solo il secondo stadio di proprietà in Italia, ma una struttura straordinariamente efficace. Credo sia stata una piacevole sorpresa anche quanto ha fatto la squadra: se non avesse perso qualche punto per strada avrebbe completato una rincorsa straordinaria con l’arrivo di Delneri. La rosa dell’Udinese lo merita, così come lo merita anche il pubblico di Udine. È un momento favorevole non solo per la classifica, ma per i presupposti verso il futuro sia con lo stadio che con la squadra».

Ventura ha ricordato anche il rapporto di amicizia che lo lega a Gigi Delneri, timoniere bianconero: «Con lui si parla di calcio, c’è grande stima. Lo ritengo uno dei primi ad avere delle idee nel calcio, abbiamo lo stesso modo di vedere e concepire questo sport. È sempre piacevole incontrarlo e sono felice per il suo buon momento».

Una parentesi anche sulla crescita esponenziale dei giovani italiani nel calcio di Serie A: «La crisi in una piccola parte ha spinto questa svolta, aiutando a lanciare i giovani ma credo ci sia necessità – ha sottolineato l'esperto allenatore ligure -. Ci sono periodi come questo in cui stanno crescendo una infinità di giocatori, magari non ancora pronti per palcoscenici internazionali ma hanno le potenzialità per diventarlo. Hanno bisogno di tempo, di tranquillità, comprensione ma credo che ci siano i presupposti per fare qualcosa di importante. Lo dicevo in tempi non sospetti che molti di loro sarebbero sbocciati. Gli esempi li abbiamo davanti agli occhi: alcuni sono già sulla bocca di tutti, ma altri ci andranno presto con il loro lavoro. Questo è estremamente positivo per la Nazionale, siamo vicini a un ricambio generazionale. Potranno diventare lo zoccolo duro di una Italia vincente».

Infine una battuta anche su Italia-Liechtenstein, gara di qualificazione al Mondiale che si disputerà proprio a Udine il prossimo 11 giugno: «A parte il mio piacere di ritornare, visto che il mio rapporto con la proprietà è ancora forte e intenso dopo l’esperienza a Udine di qualche anno fa, è una partita delicata perché avremo il dovere di vincerla e fare più che bene a livello di numeri per la differenza reti sulla Spagna. Per fare questo c’è bisogno e sarebbe bello che questo stadio, questo piccolo gioiello fosse pieno del supporto del pubblico, di incoraggiamento. Da quanto mi hanno detto ogni volta che la nazionale ha messo piede in Friuli il pubblico non ha mai deluso e credo sarà così anche questa volta».

Ventura, accompagnato nella sua visita dal Team manager azzurro Gabriele Oriali e dal segretario Mauro Vladovich, ha chiuso la tappa a Udine assistendo sui campi del centro sportivo Dino Bruseschi alla seduta pomeridiana della formazione di mister Delneri in vista di Fiorentina-Udinese.

(FOTO COPERTINA DA WWW.UDINESE.IT)

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