Dacia, scritta abusiva: la minoranza esulta e passa il caso al parere dell’autority

Il consigliere di FI, Vincenzo Tanzi

Il consigliere di FI, Vincenzo Tanzi

Bocciate le insegne, Tanzi soddisfatto annuncia: «Siamo stati i primi ad accorgerci, ora la parola all’anticorruzione»

Dacia Arena: le scritte che troneggiano sul rivestimento delle curve dello Stadio Friuli, come abbiamo annunciato ieri sono abusive, e il Comune invita la Società Udinese Calcio alla rimozione. O ne vieta l’affissione, il che è la stessa cosa.
Esultanza “da curva” per i consiglieri di minoranza e, in particolare, per il forzista Vincenzo Tanzi, uscito vittorioso dall’ultimo Consiglio Comunale grazie a una mozione che impegna il sindaco a diffidare l’Udinese calcio dall’uso improprio del nome Dacia Arena al posto di Stadio Friuli. Mozione che, ricordiamo, si portò in Aula una claque di tifosi e cittadini.
«Possiamo ritenerci soddisfatti. - annuncia dunque Tanzi alla luce dei fatti - Finalmente con l’atto dirigenziale del 14 marzo 2016 del Servizio di Edilizia Privata, che rigetta punto per punto le osservazioni fatte dall’Udinese calcio, viene ristabilito un principio importante e sacrosanto: Le scritte Dacia Arena con tanto di logo della casa automobilistica, non potevano essere installate, poiché il termine insegne di esercizio, sostenuto dalla società di calcio, va a collidere con la normativa in vigore e con l’attività prettamente calcistica che si svolge nello stadio Friuli da parte della società. Non solo - ripercorre le tappe il consigliere - avendole installate prima di ottenere le previste autorizzazioni, è stato commesso un abuso. Della questione c’è eravamo accorti per primi, e come non insospettirsi di fronte all’imponente scritta sulle due curve, dal notevole impatto estetico! Eravamo a conoscenza che non c’era stata nessuna autorizzazione preventiva e per questo siamo intervenuti immediatamente chiedendo delucidazioni all’amministrazione comunale. Tutto risale al 23 gennaio scorso, - si prende merito Tanzi - quando, prima che il Servizio di Edilizia Privata di palazzo d’Aronco si pronunciasse sulla vicenda, avevamo documentato che la società le aveva già collocate.
Politicamente abbiamo sempre sostenuto che quelle scritte non erano conformi al Codice della Strada e al Regolamento Edilizio di Udine. Adesso a maggior ragione, l’atto del dirigente comunale sostiene in modo lapalissiano quello che da mesi ripetevamo insistentemente, dandoci ragione. Questa è una vittoria doppiamente qualificante sia sul piano politico sia su quello prettamente amministrativo».
E alla voce di Tanzi si aggiungono in coro, quasi a fare ola, anche le voci dei consiglieri Maurizio Vuerli, collega forzista, Loris Michelini e Giovanni Marsico di Identità civica, Paolo Pizzocaro, Per Udine, Mario Pittoni della Lega nord, Enrico Berti del Pdl e Mirko Bortolin dell’Udc.
«Adesso faremo il passo successivo. - annuncia e minaccia per tutti Tanzi - Avendo già segnalato con un esposto tutti i passaggi della vicenda, dal nome dello stadio alle scritte sulle curve, al Presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione, Raffaele Cantone, invieremo anche la restante documentazione dove si evince l’abuso commesso dall’Udinese calcio sulle scritte fuori dallo stadio. Tutto ciò, al fine di consegnare nelle mani del magistrato un dossier completo ed esaustivo, affinché possa pronunciarsi in modo circostanziato su tutta la vicenda».
Blu