Dal Consiglio provinciale di Udine un odg per sospendere l’iter attuativo della legge di soppressione delle Province

16-12-2016-foto-3Si è riunito il Consiglio provinciale di Udine  che ha deliberato un ordine del giorno per sospendere l’iter attuativo della legge di soppressione delle Province, si vuole in sostanza  uno stop alla legge di soppressione delle Province in  revisione della riforma delle autonomie locali ripartendo da un testo condiviso. Questa la posizione del Consiglio provinciale di Udine che ha approvato con la maggioranza dei voti (19 favorevoli, 7 contrari) un ordine del giorno in cui si chiede al presidente di Palazzo Belgrado di attivare ogni iniziativa utile a consentire nella nostra regione una corretta e funzionale attuazione della nostra Carta Costituzionale. Carta Costituzionale che, con la bocciatura del referendum del 4 dicembre, vede riconfermato nella sua interezza l’articolo 114 in base al quale l’ordinamento della Repubblica si articola in Comuni, Province, Città metropolitane, Regioni e Stato. Nella sostanza si chiede alla Regione di tornare sui suoi passi rispetto all’abolizione delle Province; Regione che, più volte lo stesso Consiglio provinciale, come ha ricordato Mauro Bordin (Ln), aveva messo in guardia sulla possibilità di generare, anticipando l’approvazione delle legge di soppressione delle Province rispetto al referendum, quella che il presidente Fontanini l’ha definita “una anomalia nella Repubblica italiana tanto che il caso del Fvg sta diventando nazionale e registrando solidarietà da parte di giuristi importanti”. “Fare un passo indietro sulla riforma non sarà sinonimo di debolezza ma intelligenza” ha commentato Bruno Nino (Udc), “un segnale di responsabilità e di comprensione di quanto sta accadendo”, lo ha definito Pietro Dri (Fi). “Non si tratta di una difesa tout court dell’Ente Provincia; l’esito del referendum legittima il presidente a rivendicare uno status giuridico” ha esordito il capogruppo di Fi Renato Carlantoni ricordando l’impasse prodotto dalla legge 26/2014 nell’organizzazione degli enti locali, con Uti ancora in stallo, Comuni in difficoltà e ben 17 emendamenti inseriti in norma su proposta dei sindaci ricorrenti. A favore dell’ordine del giorno si sono espressi anche Federico Simeoni-Patrie Furlane (“La Regione prenda consapevolezza che, nel riorganizzare il sistema, la revisione deve partire in principio dalla Regione”) insieme agli esponenti del Gruppo Misto Fabrizio Dorbolò e Marzio Giau. L’ha rigettato, invece, il gruppo del Partito Democratico nei vari interventi dei suoi esponenti Luciano Cicogna (“Alla fine le Province vanno tolte, sono l’anello debole della catena”), Alberto Soramel (“Il voto non è stato pro o contro le province ma contro il Governo”), Gabriele Pitassi, Arnaldo Scarabelli e Franco Lenarduzzi (“Oggi la specialità regionale con il no è più debole di ieri”) raccolti poi dalla dichiarazione di voto della capogruppo Daniela Corso che ha evidenziato come l’abolizione delle Province in Fvg sia espressione di una concreta applicazione dell’autonomia regionale.
Riguardo alle azioni a difesa dell’Ente, Fontanini ha informato il Consiglio provinciale dell’incontro con il Commissario di Governo che ha avuto luogo ieri a Trieste, al quale ha sottoposto la questione di illegittimità della legge 20/2016. Richiamando invece la legge 26/2014 e le importanti competenze svolte dalla Provincia, Fontanini ha ricordato in particolare le strade, transitate alla Regione nel mese di luglio. “In questo settore – ha aggiunto – si sta assistendo all’ennesimo pasticcio visto che si sta pensando di inquadrare il personale dalla Regione nella società Fvg Strade, personale che vuole rimanere pubblico”. “Non erano certo sanità ed enti locali le emergenze da affrontare in questo mandato amministrativo da parte della Regione – ha aggiunto Fontanini - ma il ritardo nella realizzazione delle infrastrutture, la disoccupazione e la denatalità”.
Analizzando la variazione di bilancio oggi ratificata dal Consiglio con 16 favorevoli e 6 astenuti, Fontanini ha annunciato anche l’intenzione di presentare una segnalazione alla Corte dei Conti. “La Regione ci sta privando di pezzi importanti del nostro patrimonio (400 milioni di euro il valore complessivo) che rappresenta la nostra garanzia sui mutui. Togliendoci i beni si rischia di creare un problema sui prestiti ottenuti specie dalla Cassa depositi e prestiti. Un tanto anche per avvisare la Regione che le cose vanno fatte con una certa attenzione”.
In questa seduta il Consiglio provinciale ha approvato la convenzione per la gestione condivisa del Segretario generale con la Provincia di Pordenone, approvato il piano industriale dell’Ucit 2017 (nonché una modifica allo Statuto della stessa partecipata), un debito fuori bilancio e la surroga dei componenti delle commissioni consiliari in forza delle dimissioni del consigliere Salvatore Spitaleri: Daniela Corso gli subentra nella commissione vigilanza, mentre Rita Maffei sostituisce Corso nella commissione politiche per la famiglia.