Danza: la compagnia Mvula Sungani Physical Dance in scena a Gemona, Palmanova e Cordenons

La Mvula Sungani Physical Dance, una della più apprezzate compagnie italiane di danza contemporanea, sarà nuovamente ospite del circuito ERT nei prossimi giorni con due coreografie che hanno ottenuto grande successo di pubblico e critica nelle scorse stagioni. Mercoledì 22 gennaio l’étoile Emanuela Bianchini e i solisti della compagnia saranno al Teatro Sociale di Gemona del Friuli, alle 21, con Caruso: passione 2.0, mentre giovedì 23 gennaio al Teatro Modena di Palmanova (ore 20.45) e venerdì 24 gennaio all’Auditorium Aldo Moro di Cordenons (ore 21) interpreteranno Odyssey Ballet, un classico contemporaneo firmato dal regista italo-africano Mvula Sungani.

Caruso: passione 2.0 prende spunto dal brano che Lucio Dalla ha dedicato al celebre tenore napoletano. Lo spettacolo è un viaggio visivo ed emozionale nel mondo femminile partenopeo liberamente tratto da Passione, docu-film del 2010 firmato da John Turturro, a cui si ispira per sottolineare il messaggio che la multiculturalità è una ricchezza, in particolare quando riesce a generare forme artistiche uniche. Caruso: passione 2.0 vuole essere un omaggio all'Italia, a Napoli, a Sorrento e a due artisti che negli ultimi secoli l’hanno resa grande nel mondo: Enrico Caruso e Lucio Dalla. Arie d’opera con la voce di Enrico Caruso rimasterizzata, canzoni interpretate da Dalla, unite alla musica napoletana contaminata in world music, saranno rese “tridimensionali” grazie alle coreografie di Sungani.

Odyssey Ballet è una storia d’amore mediterranea dove emergono chiaramente il tema dell’integrazione del “diverso” e quello dell’emergenza umanitaria dei migranti. L’autore, fortemente stimolato dal proprio vissuto, formula una personale e suggestiva ipotesi: e se l’Odissea di Omero fosse un racconto autobiografico scritto da una donna che pensa al proprio uomo partito per un viaggio della speranza e le protagoniste femminili dell’opera fossero tutte alter-ego della stessa autrice? Potrebbe sembrare un’ipotesi folle eppure questa teoria è sostenuta da alcuni tra i più importanti esperti in poemi epici e da accreditati letterati del ‘900 come Samuel Butler, Robert Graves e L.G. Pocock.