Decreti “sicurezza” di Salvini perdono pezzi. Sentenza della Corte costituzionale: irragionevole stop all’iscrizione all’anagrafe per i richiedenti asilo

E' irragionevole, anche perchè controproducente,  la norma che "preclude l'iscrizione anagrafica ai richiedenti asilo". Lo stabilisce la Corte costituzionale, che ha esaminato le questioni di legittimità costituzionale sollevate dai Tribunali di Milano, Ancona e Salerno sulla disposizione che preclude l'iscrizione anagrafica degli stranieri richiedenti asilo, introdotta con il primo "Decreto sicurezza". In attesa del deposito della sentenza, l'Ufficio stampa della Corte fa sapere che la disposizione censurata non è stata ritenuta dalla Corte in contrasto con l'articolo 77 della Costituzione sui requisiti di necessità e di urgenza dei decreti legge. Tuttavia, prosegue la nota, "la Corte ne ha dichiarato l'incostituzionalità per violazione dell'articolo 3 della Costituzione sotto un duplice profilo: per irrazionalità intrinseca, poiché la norma censurata non agevola il perseguimento delle finalità di controllo del territorio dichiarate dal decreto sicurezza; per irragionevole disparità di trattamento, perché rende ingiustificatamente più difficile ai richiedenti asilo l'accesso ai servizi che siano anche ad essi garantiti".

Come era prevedibile Salvini si è scagliato contro i giudici in una giornata con toni surreali.  Infatti il "capitano" dopo essersi oggi autoproclamato erede di Berlinguer per aver locato la nuova sede del carroccio romano nella stessa via (non palazzo)  dove sorgeva la sede storica del Pci in via delle Botteghe Oscure, facendo accapponare la pelle alla sinistra, il leader della Lega ha commentato anche la decisione della Consulta che ha definito 'irragionevole' il divieto di iscrizione all'anagrafe per i rifugiati, norma contenuta nel primo Decreto Sicurezza: "Anche sui Decreti Sicurezza qualche giudice, come accade troppo spesso, decide di fare politica sostituendosi al Parlamento, ha chiosato Salvini. Un 'richiedente asilo' in oltre il 50% dei casi viene riconosciuto come clandestino dalle commissioni prefettizie, senza quindi nessun diritto di rimanere in Italia: secondo la Corte dovremmo quindi premiare chi mente e infrange la legge? La sicurezza e il benessere degli Italiani, degli immigrati perbene e dei veri richiedenti asilo, vengono prima di tutto".  Insomma un "capitano" che si è auto-degradato oggi tenta di scimmiottare Donald Trump anche negli attacchi alla magistratura.  Così come per il presidente Usa ogni sentenza contro di lui diventa un 'attacco politico', una manovra bieca. In realtà  la Corte ha semplicemente affermato quello che tutte le persone di buonsenso avevano già capito fin dalla sua promulgazione, cioè che quella norma è irragionevole perché non contribuisce in alcun modo al controllo del territorio (obiettivo dichiarato del decreto) e perché non conforme all'art. 3 della Costituzione. Infatti impedendo a un richiedente asilo di iscriversi all'anagrafe e quindi di avere la residenza in Italia, si tolgono diritti e possibilità  alle persone: diritto alla casa, a un lavoro onesto, a una famiglia, al sostentamento, buttandoli obligatoriamente nel baratro della clandestinità indotta dallo Stato. Se è vero, come dice Salvini, che 'in oltre il 50% dei casi viene riconosciuto come clandestino' chi richiede asilo, è quindi anche vero che i rimanenti, quegli 'immigrati perbene', non possono portare la loro richiesta di asilo tra i documenti utili per ottenere l'iscrizione all'anagrafe. Salvini, che si riempie la bocca di solidarietà finta per gli 'immigrati perbene', ha creato una norma che discrimina tutti. Che è poi il motivo per cui la Corte l'ha bocciata. Chissà se non sarà la volta buona per il governo Conte 2 di ravvedersi buttando a mare quelle norme "sicurezza" che hanno generato discriminazione e dolore per miglia di persone.