Decreto sicurezza, Cacciari sulla posizione dei sindaci: anche io mi sarei ribellato

Più che una resistenza civile “ci vuole la lotta politica”. Più che il ricorso alla “propaganda”, che sarebbe metodo speculare all'atteggiamento dell'avversario, servono “discorsi di verità”. Lo ha dichiarato Massimo Cacciari che segue da Venezia la “rivolta dei sindaci” alla agenzia di stampa 9colonne . Cacciari come è noto è stato sindaco anche lui, nella città lagunare, e dice, commentando l'iniziativa dei colleghi in un’intervista a Repubblica: “Mi sarei comportato nella stessa maniera, nel rispetto delle regole, rivolgendomi al giudice ordinario e attendendo il parere della Consulta. Sono convinto che la politica del governo in materia di immigrazione sia totalmente incostituzionale. Ma bisogna stare attenti a non dare l'impressione di detenere poteri diversi da quelli attribuiti ad un amministratore”. “Bisogna distinguere l'aspetto etico-morale, da quello politico e da quello giuridico. Siamo di fronte prima di tutto ad una regressione grave, ad un disastro umanitario, alla catastrofe culturale dello spirito europeo”. “I sindaci, gli Enti Locali, possono molto in termini di accoglienza e integrazione. Ma non sono loro a decidere chi è cittadino italiano e chi non lo è. E qui viene l'aspetto giuridico. I poteri di un sindaco sono molto ampi ma sempre nell'ambito delle norme stabilite dall'autorità centrale”.

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