Depuratore di Lignano Sabbiadoro, c’è il dubbio che sia insufficiente. In passato erano stati superati i limiti di escherichia coli meglio nota come “cacca”

Fare il bagno a Lignano non è certo come farlo nelle fogne di Calcutta, ma la presenza di limiti fuori misura di escherichia coli a valle del depuratore di Lignano Sabbiadoro non lascia tranquilli. Così il consigliere regionale Fvg del M5s Cristian Sergo ha presentato una interrogazione urgente sul depuratore di Lignano e le conseguenti criticità ambientali. In realtà la denuncia di Sergo viene dopo che già nel Febbraio 2017 lo stesso Movimento aveva raccolto le lamentele e segnalazioni ricevute da alcuni cittadini che segnalavano il presunto malfunzionamento dell'impianto tanto che il M5S aveva informato l’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente e gli organi competenti. Dai controlli emersero sforamenti, si segnalava già nell'ottobre 2017   presenza di escherichia 620 volte superiore ai limiti di legge. Di questi giorni il nuovo allarme lanciato dal consigliere regionale pentastellato   molto attivo sui problemi ambientali e che contrariamente a molti esponenti politici del suo movimento, ma per dire il vero anche degli altri gruppi politici, ha la buona abitudine di informarsi e documentarsi prima di agire e parlare, per cui le sue denunce sono in genere  ben supportate da dati certi e fatti incontrovertibili. L'interrogazione in questione è stata annunciata lunedì scorso e riporta, con dovizia di particolari, la narrazione di un iter che viene da lontano ma che vede il 27 febbraio 2017 l'Amministrazione regionale rilasciare l'autorizzazione allo scarico in mare delle acque reflue urbane di Lignano Sabbiadoro trattate dal depuratore. Peccato però che dopo aver speso oltre 4 milioni di euro, il depuratore in questione, non funzioni evidentemente molto bene dato che, da febbraio a settembre 2017, tutti i rapporti di prova di Arpa Fvg relativi al depuratore stesso evidenziavano sforamenti del limite di 5.000 UFC/100 ml di escherichia coli, tanto che i referti di febbraio, giugno, luglio e agosto 2017 riportano rispettivamente valori pari a 140.000, 170.000, 72.000 e 490.000 UFC/100ml.
A seguito dei controlli, spiega Sergo, “sono stati emessi da Arpa FVG n. 3 'verbali di accertamento e contestazione per violazione amministrativa prevista dall'articolo 105, comma 4, e punita ai sensi dell'articolo 133 comma 1 del D. Lgs. n. 152/2006, per illecito amministrativo: inquinamento idrico ' superamento limiti tabellari scarico'.” Sergo inoltre aggiunge che anche le verifiche di autocontrollo nei mesi estivi riportavano significativi sforamenti, il più eclatante di tutti quello del 10 maggio 2017, pari a 3.100.000 ufc/100ml. Insomma vi sarebbero stati ampi “segnali” che il mare della cittadina balneare, che nei mesi estivi ospita centinaia di migliaia di turisti, non fosse pulito come dovrebbe tanto che Sergo chiede alla Giunta regionale di sapere non solo quali problematiche hanno causato le "criticità che si riscontrano, invariabilmente, nel periodo estivo" negli anni 2015, 2016 e 2017 che non hanno permesso di garantite le rese depurative dell'Impianto di depurazione di Lignano Sabbiadoro, ma vuole sapere anche se e quando l'impianto sia stato collaudato e come mai nel gennaio 2017 a distanza di oltre 18 mesi dal termine dei lavori il collaudo dello stesso risultasse ancora in fase di rilascio.  L'interrogazione pone anche altri quesiti tecnico amministrativi ma anche di funzionalità dell'impianto ed in particolare quali fossero e quali siano "le effettive modalità e capacità stagionali e giornaliere di resa depurativa e di disinfezione dell'impianto dopo i lavori del I e II lotto conclusi nel giugno 2015 e dopo i lavori della primavera 2018.  Considerato altresì, scrive Sergo,  che nella primavera 2018 sono stati anche realizzati dei lavori di 'collegamento idraulico presso il depuratore di Lignano Sabbiadoro' per un importo previsto di 344.160 ' e che leggendo  nella relazione tecnica illustrativa dei medesimi lavori, che la necessità di tale progetto risiedeva nel fatto che 'allo stato attuale, dopo la realizzazione del primo e secondo lotto, l'impianto è  mancante di un sedimentatore finale della capacità di 600 [m3/h] e necessita dell'ammodernamento dei comparti biologici esistenti, aerati con turbine superficiali, che devono essere aggiornati per svolgere in maniera efficiente il processo depurativo di ossidazione nitrificazione/denitrificazione per garantire elevate rese prestazionali di abbattimento dei carichi inquinanti".  Insomma spiega Sergo  nella medesima relazione l'intervento viene descritto come "limitato, dal punto di vista strutturale, ma che, data l'estrema sollecitazione stagionale a cui è soggetto l'impianto, rappresenta un primo e tempestivo passo verso la risoluzione delle criticità che si riscontrano, invariabilmente, nel periodo estivo". Insomma, leggendo fra le righe "tecniche"  le criticità permangono. Da segnalare anche, che nonostante il tema sia di assoluta importanza visto che in ballo c'è la salute delle persone, che sono passati parecchi giorni dalla interrogazione senza che la questione balzasse agli onori della cronaca. Il dubbio è che la vicenda voglia essere “silenziata” per evitare ripercussione sul “buon nome” della località balneare friulana e al suo mare che diventa certamente meno allettante se si traduce il termine scientifico di escherichia coli con il ben più popolare e immediato termine di “cacca”. Anziché intervenire sul problema forse si vuole stendere un velo di silenzio? Il dubbio che prevalgano interessi economici a quelli della salute pubblica è più che legittimo.

Leggi il testo dell'Interrogazione depuratore Lignano

 

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