Dialogo tra scienza e fede. A Udine Alessandro de Franciscis, medico di Lourdes

Fra’ Alessandro de Franciscis sarà a Udine sabato 28 febbraio, ospite del Centro culturale Paolino d’Aquileia (via Treppo 5/B), all’incontro ad ingresso libero intitolato “Dialogo tra scienza e fede”, promosso da Unitalsi, Ordine di Malta e Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme. L’appuntamento, dalle ore 10, sarà moderato dal direttore dei media diocesani e rettore del Seminario, don Daniele Antonello.

Dal 1862, sono 72 le guarigioni «inspiegate» dichiarate miracolo a Lourdes. L’ultima è quella di Antonia Raco, italiana, oggi volontaria Unitalsi. A presiedere la commissione che si occupa di indagare sui presunti miracoli al Santuario mariano c’è il dottor Alessandro de Franciscis, che presiede il Bureau des constatations médicales dal 2009 e terminerà il suo mandato in aprile. In questi 17 anni il dott. de Franciscis ha accompagnato il riconoscimento di 5 guarigioni ritenute inspiegabili dalla scienza.

«L’iter per decretare una guarigione inspiegabile è lungo (per l’ultimo caso ci sono voluti 16 anni)» ha spiegato de Franciscis a “La Vita Cattolica”. «Per prima cosa ci vuole una persona che con totale libertà decida di condividere la sua storia di presunta guarigione all’ufficio medico di Lourdes. La seconda questione, e questo è il ruolo principale del medico permanente, è quella dell’analisi della storia clinica. Oggi vediamo più che nel passato dichiarazioni di guarigione di malattie neurodegenerative o neurologiche. Davanti a questo tipo di diagnosi è d’obbligo ancora più prudenza, perché si possono avere alcune volte dei periodi anche lunghi in cui c’è una temporanea remissione di sintomi, ma non una guarigione della malattia».

Chi è Alessandro de Franciscis

Alessandro De Franciscis

Classe 1955, napoletano, dal 2009 il dott. Alessandro de Franciscis è il 15° medico permanente di Lourdes, presidente del Bureau des constatations médicales e segretario del Cmil, Comitato medico internazionale di Lourdes. È il primo medico non francese alla guida del Bureau e in aprile passerà il testimone alla pordenonese Giada Monami, 49 anni, che fino a pochi mesi fa alla lavorava all’Ospedale civile di Venezia. Pediatra clinico con forte interesse nell’Epidemiologia e nella Salute pubblica, master a Boston, già parlamentare e presidente della Provincia di Caserta, fra Alessandro de Franciscis ha svolto attività clinica, di ricerca e didattica nel campo della pediatria e della bioetica, in particolare all’Ospedale generale di Caserta e all’Università di Napoli. Si è impegnato al servizio dei poveri nei gruppi Giovanili di volontariato vincenziano, di cui è stato responsabile nazionale e in missioni umanitarie per la Società italiana di pediatria. Dal 2017 è Cavaliere di Giustizia, religioso professo di voti solenni nel Sovrano Militare Ordine di Malta.

La constatazione di un “miracolo”

Per avviare l’iter che può portare alla constatazione di un miracolo servono innanzitutto sette criteri preliminari. Una diagnosi di certezza è il primo criterio. Il secondo è la prognosi grave: parliamo di malattie potenzialmente mortali o comunque molto molto gravi. Terzo criterio: la guarigione deve essere arrivata in maniera del tutto inattesa. Il quarto criterio è che esse siano guarigioni clinicamente istantanee: deve essere chiaro che la persona stava male fino al momento “x” e dal momento “x+un minuto” quella stessa persona sta bene. Il quinto: che siano guariginoi complete. Il sesto criterio è che si tratti di una guarigione durevole nel tempo. Il settimo e ultimo criterio è che deve trattarsi di una guarigione che resta inspiegata allo stato delle attuali conoscenze mediche. È a questo punto che il medico permanente convoca una riunione (e lo può fare più volte) che si chiama il Bureau delle Constatazioni.

Il Bureau è composto dai medici e dagli altri professionisti della salute che sono presenti a Lourdes al momento della convocazione. In caso di convocazione, si informa il locale Consiglio provinciale dell’Ordine dei medici. Se il Bureau arriva a constatare la guarigione come inspiegata, la “palla” passa ad un comitato di super esperti, il Comitato medico internazionale di Lourdes (Cmil) che conta un numero variabile – da 30 a 35 – di professori universitari ed esperti nelle diverse branche della medicina. Segretario del Cmil è il medico permanente di Lourdes è il segretario.

A questa riunione partecipa sempre anche il vescovo di Tarbes e Lourdes, custode della grotta delle apparizioni. Il Cmil di solito nomina un perito (nel caso dell’ultimo miracolo era il prof. Adriano Chiò, ordinario di Neurologia all’Università di Torino, dove era seguita la signora miracolata). «Per noi, invece, l’esperto che seguì il caso è stato il prof. Vincenzo Silani, ordinario anche lui di Neurologia, ma all’Università di Milano, e uno dei massimi specialisti al mondo nella Sclerosi laterale primitiva», ha ricordato de Franciscis. Al termine di questa lunga indagine si è arrivati a concludere con voto segreto che questa donna era effettivamente guarita in un modo che la scienza medica non sapeva spiegare. Il “miracolo”, tuttavia, non è ancora certificato: è il Vescovo di Lourdes che, scrivendo al Vescovo della diocesi della persona guarita, gli chiede se desidera arrivare a riconoscere in forma canonica la guarigione come un miracolo. «Nel mio mandato ho avuto la grazia di poter accompagnare ben cinque Vescovi a riconoscere una guarigione miracolosa. Ma attenzione, la guarigione miracolosa non è il termometro di Lourdes, dove l’anno scorso abbiamo accolto più di 3 milioni di pellegrini», conclude il medico e religioso.