Difesa autonomia e specialità della Regione Fvg, convegno “operativo” a Udine

Contribuire allo sviluppo della consapevolezza che senza Autonomia e Specialità, la Regione Friuli Vg entrerebbe in un vortice negativo, questo il tema in discussione sabato 27 febbraio, dalle 15.00, presso la Sala Valduga della Camera di Commercio di Udine in piazza Venerio. Il convegno pubblico dal “Verso una nuova autonomia e specialità del Fvg: la società civile interviene” è organizzato dall’AFE, Associazione Friuli Europa.
A questa iniziativa pubblica di confronto, hanno aderito, scrivono in una nota gli organizzatori, associazioni imprenditoriali, consorzi industriali, circoli culturali, organizzazioni sindacali, cooperative ed enti locali, oltre alla stessa Filologica friulana.
Lo scopo è rafforzare il dibattito sui destini della Autonomia e Specialità, posta di fronte ad interrogativi e prese di posizione che non sono assolutamente chiari e su cui c'è un diffuso malessere nell’opinione pubblica e ai vari livelli della società regionale.
“Questo incontro di cittadini e di rappresentanti dei vari livelli di responsabilità sociale, economica e culturale, si legge ancora nella nota, vuole contribuire allo sviluppo della consapevolezza che senza Autonomia e Specialità, questa nostra Regione aumenterebbe il suo stato di area che contraddice nei fatti, la sua vocazione internazionale e di area geopolitica, che ha in sé potenzialità e caratteristiche naturali di grande rilevanza per gli interessi non solo nostri, ma dell'intero Paese e della stessa UE”.
In sostanza in quanto sta avvenendo l’Afe vede un affermarsi di un neocentralismo con “la volontà ormai diffusa di comprimere senza ruolo dinamico o preminente sul piano dei propri naturali interessi, dentro a una logora proposta di macroregione del Nordest, questa Regione e questa realtà storica di grande significato per l'intera Europa e più specificamente per il cuore stesso di questo vecchio e stanco continente, menomando o annullando il suo essere parte integrante della Carta costituzionale e ancora punto di interesse nevralgico del nostro futuro europeo, è questo che non accettiamo”.
“Noi vogliamo, conclude la nota, impedire che le modifiche allo Statuto e tutte le altre scelte che si vorranno fare, siano il risultato di operazioni verticistiche senza un apporto concreto della società reale”.
Da questo punto di vista spiegano gli organizzatori verrà formulata la proposta di dare forma operativa a una sorta di organo di rappresentanza alle varie voci della società civile, oggi in molta parte compresse nella loro volontà di espressione o di proposta.

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