Dimissioni di Stefano Salmè da presidente di quartiere Udine Est. L’opinione di Claudia Gallanda

"Stefano Salmè, nel dimettersi da presidente di quartiere, ha davvero un bel coraggio ad accusare, ora, l'amministrazione di "disprezzo verso la popolazione del quartiere” (Udine Est), dato che fino al 27 novembre, con sua moglie, Daniela Perissutti, assessore al decentramento, mostrava la stessa noncuranza, che ora lamenta, verso i suggerimenti dei cittadini.

Eppure l'assessore Perissutti ha votato ogni atto di Giunta relativo alla nuova procedura di raccolta "porta a porta" (o "casa per casa" che dir si voglia).
Come può dunque Salmé parlare ora di "noncuranza della evidente volontà della popolazione di essere coinvolta nelle scelte che hanno un così grande impatto sulla vita di tutti i giorni" se per primo era apparentemente sordo a ogni idea e proposta?
Per esempio, ha fatto "orecchie da mercante" - come peraltro i suoi consiglieri, in primis il consigliere "di opposizione" espressione del PD, anche se non facente parte del partito, Maurizio Franzolini - alle mie richieste di convocare, ancora mesi fa, prima dei bandi di gara, incontri pubblici di quartiere sul tema rifiuti.
Per non dire come, forte del suo ruolo, Salmé ha sempre tacitato le mie tante proposte, del resto spedite anche al sindaco e agli assessori ancora la scorsa primavera, come un'isola ecologica rionale o i cassonetti con chiave; proposte che, a quanto pare, però ha "fatto sue".
Inoltre vorrei mettere l'accento sul "letargo" del consiglieri del 3° quartiere, che non si sono ancora accorti che, lo scorso agosto, il subentro della Consigliera Munaretto, in quota delle associazioni, in sostituzione del consigliere Iacopo Capace, in quota 5 Stelle, prematuramente scomparso, è avvenuta in violazione di regolamento, falsando, di fatto, gli equilibri già fragili del consiglio di quartiere. Il tutto nella dormienza collettiva. Un tanto per opportuna conoscenza".

Claudia Gallanda