Dl Ristori: Serracchiani, aperto dialogo con categorie Fvg

"In Friuli Venezia Giulia abbiamo aperto un dialogo con le categorie direttamente interessate dal decreto Ristori. Ora più che mai migliaia di imprenditori devono avere ascolto e interlocuzione diretta anche con gli organi istituzionali del Parlamento, per raccogliere indicazioni puntuali: seguire gli sviluppi in tempo reale può fare la differenza. Quello che stiamo vivendo dovrà essere un momento di transizione, per l'economia ma anche per le nostre vite". Lo ha detto la presidente della commissione Lavoro della Camera Debora Serracchiani, rendendo noto quanto emerso da un incontro con il vicepresidente nazionale e presidente Fvg di Confcommercio Giovanni Da Pozzo, assieme presidenti provinciali Gianluca Madriz e Alberto Marchiori per Gorizia e Pordenone, al consigliere del direttivo nazionale di Fipe e presidente provinciale di Udine di Fipe-Confcommercio Antonio Dalla Mora, al presidente regionale di Fipe Confcommercio Bruno Vesnaver e alla presidente di Federalberghi FVG Paola Schneider.
Tra i temi evidenziati, i ritardi nell'erogazione della Cig ai dipendenti, che va resa più veloce rivedendo il valore assoluto della somma, ora pari a circa un terzo della busta paga, la definizione chiara della platea dei beneficiari del dl Ristori, la possibilità di spalmare in più anni le incombenze fiscali dovute per il 2020/21. Dal punto di vista strutturale, le categorie hanno chiesto "più programmazione e più coordinamento" lanciando al contempo un allarme per la tenuta delle vendite di dicembre e per l'aumento degli acquisti online. Da Pozzo ha sottolineato la sofferenza degli autonomi e i problemi di "una società che si è spaccata e che non ha più regole che tengono insieme un tessuto socio economico nella sua complessità".
Serracchiani, indicando "la flessibilità territoriale come scelta più opportuna", ha concordato sulla necessità di "rendere organico l'intervento sulla Cig" e di "pianificare il futuro" e ha ricordato che il "DL Ristori si basa sul confronto diretto con Agenzia delle Entrate che già aveva consentito il pagamento in 10 giorni". "Cerchiamo di intervenire ora - ha osservato - proprio per cercare di salvare il Natale".