Domani Udinese-Lazio, Iachini è fiducioso: «Vedo segnali positivi»

Società e tifosi attendono cenni di risveglio. L'Udinese si prepara a ospitare domani sera la Lazio, attesa allo stadio Friuli alle 20.45 (arbitra l'incontro Carmine Russo di Nola). Dopo la brutta prova offerta contro il Sassuolo e il magro bottino di un punto in tre partite, i bianconeri sono chiamati alla svolta. Non arriva, però, un avversario tra i più morbidi: la squadra di mister Simone Inzaghi ha tante frecce al suo arco, come ha ammesso oggi in conferenza stampa il tecnico dell'Udinese, Giuseppe Iachini: «Affrontiamo una squadra forte, e dobbiamo essere preparati sulle cose che proviamo in settimana. Sono convinto che questi ragazzi abbiano grandi margini di crescita, si intravedono segnali positivi».

I biancocelesti sono una squadra difficile da decifrare?

«Rispettiamo i nostri avversari, hanno grande qualità. Noi dovremo essere attenti e concentrati, ripetendo ciò che abbiamo fatto in alcune partite positive».

A Reggio Emilia, soprattutto nel primo tempo, siete stati tutt'altro che brillanti.

«Abbiamo sbagliato troppo nel palleggio e nel fraseggio, quando accade siamo molto meno pericolosi. Lavoriamo per giocare corti, con smarcamenti stretti evitando il più possibile i lanci lunghi. Siamo la quarta squadra per minori occasioni concesse agli avversari. Ora cresceremo sotto altri punti di vista».

C'è qualcosa su cui recriminare?

«No: abbiamo cominciato il ritiro con un gruppo, poi sono arrivati giocatori con caratteristiche che ci hanno indirizzato in altre direzioni. Quando abbiamo potuto dare continuità al lavoro i risultati sono arrivati. Potevamo fare meglio in alcune situazioni, ma ciò è normale per tutte le squadre che non giocano assieme da anni».

Come deve essere letta la formazione varata con il Sassuolo?

«Intendevo dare freschezza con Théréau e Peñaranda, poi però i risultati sul campo sono stati diversi. Possibile il ricorso al 4-3-2-1? Portiamo avanti diverse idee tattiche. Non direi che Théréau è anarchico, sta ancora ritrovando freschezza fisica che è il presupposto per migliori movimenti tattici. È stato fermo più di un mese, è normale che fatichi a entrare in forma. Restando alla gara di Reggio Emilia, avevo Zapata e Perica affaticati dal match con la Fiorentina, Stipe aveva addirittura finito la partita con i crampi. Per questo ho optato per la freschezza fisica, ma non si può ragionare con il senno di poi. A Milano, cambiando le punte e forzando il gioco, avevamo portato a casa la vittoria. Avevo pensato che il Sassuolo potesse calare alla distanza e per questo volevo inserire Zapata in corso d'opera».

Udinese e Lazio sono squadre dalla “linea verde”...

«Vogliamo lavorare tanto sui giovani: da un lato è affascinante vederli crescere giorno dopo giorno, ma c'è il rovescio della medaglia perché in gara non puoi permetterti errori».