Donne, guerre, religioni: una tavola rotonda a Udine per rileggere i conflitti attraverso uno sguardo femminile e interreligioso

Approfondire il tema dei conflitti da un punto di vista raramente ascoltato — quello delle donne — e attraverso la lente delle tre grandi religioni monoteiste che hanno segnato la storia dell’umanità: ebraismo, cristianesimo e islam. Questo il tema dell’incontro “Donne, guerre, religioni. Nostalgia di un futuro di pace”, promosso dalla Commissione Pari Opportunità del Comune di Udine, con il contributo della Regione Friuli Venezia Giulia, il patrocinio della Commissione Regionale per le Pari Opportunità e la collaborazione dell’Università Popolare di Udine. L’appuntamento si terrà nel pomeriggio di mercoledì 10 dicembre, dalle ore 15.30 alle 19.30, nella prestigiosa cornice del Salone del Parlamento del Castello di Udine.

Nell’affrontare il rapporto tra democrazie e religione, la tavola rotonda intende mettere a confronto le diverse matrici culturali delle tre religioni monoteiste rispetto al tema dei conflitti armati, ponendo in primo piano la riflessione femminile. L’obiettivo è offrire argomenti nuovi, e dare luce a temi che nella narrazione pubblica delle guerre rimangono spesso oscuri, come la condizione femminile.

A portare avanti la discussione saranno la storica Anna Foa, Premio Strega Saggistica 2025, docente per molti anni all’Università “La Sapienza” di Roma e tra le massime studiose dell’ebraismo contemporaneo, che affronterà il tema dell’uso attuale della religione in Israele dal punto di vista delle donne. Seguirà la teologa e filosofa friulana Linda Pocher, religiosa, impegnata nella ricerca e nella formazione in ambito pedagogico e teologico presso l’Università Pontificia Salesiana di Roma, incaricata in passato da Papa Francesco di dialogare con i consiglieri su come “smaschilizzare la Chiesa”, che proporrà una riflessione sul “linguaggio della cura” come competenza fondamentale per prevenire e superare i conflitti. Porterà poi il suo contributo Marisa Iannucci, docente e ricercatrice in scienze sociali e specializzata in studi islamici e questioni di genere, attivista in diritti umani e fondatrice di diversi progetti dedicati ai diritti delle donne musulmane, che parlerà della fede come forma di resistenza femminile tra patriarcato e liberazione. Chiuderà la serie degli interventi Daniela Di Carlo, teologa e pastora protestante, da anni attiva nel dialogo ecumenico e nei movimenti per i diritti umani, che analizzerà la pace come frutto dei diritti e come dono peculiare della prospettiva femminile.

Al termine delle relazioni è prevista una discussione collettiva tra le studiose, aperta al dialogo con il pubblico. La giornata si concluderà con un breve concerto del coro femminile “La Tela”, che offrirà un momento di riflessione musicale a suggello dell’incontro. L’ingresso è gratuito, fino ad esaurimento posti.

“È un appuntamento importante non solo per l’altissimo valore delle relatrici, ma anche perché racconta un punto di vista nuovo, spesso assente nelle cronache di guerra: quello femminile e interreligioso, e lo fa a partire dalle parole di chi di religione e di condizione femminile ha vissuto e approfondito ogni aspetto”, commenta l’Assessora alle Pari Opportunità Arianna Facchini. “La scelta del Salone del Parlamento del Friuli non è poi casuale. È un luogo dal forte significato storico e simbolico che dà ulteriore rilievo al dialogo sulla democrazia che intendiamo promuovere. Il momento storico che viviamo ci chiede con urgenza di valorizzare il contributo delle donne nella costruzione di autentici percorsi di pace e questo percorso avviato dalla Commissione Pari Opportunità, per cui tengo a ringraziare il consigliere Alessandro Vigna e la consigliera Anna Paola Peratoner, va proprio in questa direzione, oltre a favorire l’avvicinamento e la partecipazione delle donne delle diverse comunità cittadine”.

“Udine è una città in cui storicamente si vuole parlare di pace, tema che non si può trattare se non attraverso conoscenza, ascolto e capacità di vedere storie che spesso restano ai margini. Per questo siamo felici di ospitare un appuntamento significativo, che porta nella nostra città studiose di spessore e uno sguardo interreligioso sui temi della guerra”, aggiunge il Sindaco Alberto Felice De Toni. “E’ un’opportunità per comprendere e immaginare, attraverso la riflessione delle donne e il dialogo tra tradizioni religiose diverse, la ricostruzione di una cultura della pace”.