Dopo meno di un anno il Consiglio Regionale FVG boccia di nuovo la proposta di legge sulla “doppia preferenza di genere”. Sinistra italiana, nessun stupore

Dopo meno di un anno il Consiglio Regionale FVG boccia di nuovamente la proposta di legge sulla “doppia preferenza di genere”.  Nessuno stupore vista la composizione dell’attuale Consiglio, composto da quasi 90% di uomini. Sarebbe stato un segnale significativo arrivare all’approvazione della norma che avrebbe prodotto almeno un’opzione assolutamente necessaria, anche se non sufficiente, in questo contesto di scarsa rappresentanza femminile. Sinistra Italiana sostiene che non sarà una legge sulla doppia preferenza di genere che risolverà la questione della scarsa presenza delle donne ai vertici di governi, partiti, aziende, istituzioni di ricerca, né tantomeno delle discriminazioni e dello sfruttamento subito dalle donne in ogni ambito lavorativo, drammaticamente evidenti in epoca pandemica, ma è il primo passo essenziale e irrinunciabile.
Ben vengano quindi opportunità pari laddove necessarie, ma non si pensi che siano risolutive, perché anzi potrebbero sostenere un’idea della donna come espressione di una minoranza da difendere, da rappresentare e da inserire in una riserva.
L’ottica da cui guardare deve essere sistemica, riguarda la storia e chi la racconta, la lingua che usiamo, la scuola e la ricerca, gli stereotipi consolidati e soprattutto le logiche di potere, dominio, privilegio che governano un mondo le cui redini sono in mano a quel liberismo sfrenato e competitivo, che ci stritola in massa e si infiltra nelle nostre coscienze sia di donne che di uomini.
“Servono nuovi specchi in cui le donne possano riflettersi e target più chiari - dichiara Dianella Pez responsabile pari opportunità di Sinistra Italiana FVG - che coinvolgano parole come attenzione,
cooperazione, limite, cura della (madre) terra e di ogni singolo essere.”